L'estate del 1987 segnò una piccola rivoluzione nel trasporto ferroviario europeo. 

Con l'entrata in vigore dell'orario estivo nacquero infatti gli EuroCity, una nuova categoria di treni internazionali destinata a rappresentare il meglio che le ferrovie europee potessero offrire. 

L'Italia fu tra i dodici Paesi fondatori di un progetto che aveva un obiettivo ambizioso: fare dei collegamenti ferroviari internazionali un'esperienza di viaggio uniforme, riconoscibile e di qualità, indipendentemente dai confini attraversati.

Vent'anni prima dell'Europa senza frontiere

Gli EuroCity possono essere considerati, sotto molti aspetti, un'anticipazione dell'Europa moderna.

Molto prima della diffusione dell'alta velocità internazionale e della progressiva scomparsa delle frontiere interne, questi treni mettevano già in collegamento le grandi città del continente con standard comuni condivisi da tutte le amministrazioni ferroviarie aderenti. Per garantire un servizio realmente omogeneo, i direttori generali delle ferrovie dei Paesi partecipanti definirono ben venti requisiti minimi che ogni EuroCity avrebbe dovuto rispettare.

Tanti anni di qualità racchiusi in venti regole

Le norme riguardavano ogni aspetto del viaggio. Anzitutto venne creato un marchio comune, il celebre logo EC, destinato a comparire su orari, pubblicazioni e materiale informativo di tutti i Paesi aderenti.

Ogni treno doveva inoltre avere un nome proprio ispirato alla storia e alla cultura europea. Nacquero così convogli celebri come Carlo Magno, Rossini, Leonardo da Vinci, Tiziano, Lemano, Cisalpino e Lutetia, nomi ancora oggi ricordati con affetto dagli appassionati.

Grande attenzione venne riservata anche al personale di bordo, che doveva essere facilmente riconoscibile in tutti i Paesi attraversati e in grado di parlare almeno due lingue, così da assistere una clientela sempre più internazionale. 

Comfort senza compromessi

Gli EuroCity dovevano offrire un livello di comfort superiore rispetto ai treni tradizionali. Durante il viaggio era possibile consumare colazione, pranzo o cena nella carrozza ristorante oppure direttamente al proprio posto grazie ai servizi di minibar e Grill Express.

A bordo erano inoltre disponibili giornali e riviste in più lingue, oltre a guide, brochure e pubblicazioni informative distribuite gratuitamente ai viaggiatori.

Tra gli obiettivi fissati figurava persino la possibilità di telefonare durante il viaggio, una novità che, pur non essendo disponibile fin dal debutto del servizio, rappresentava una visione decisamente moderna per la fine degli anni Ottanta. 

Puntualità e velocità come marchio di fabbrica

Anche sotto il profilo operativo gli standard erano particolarmente rigorosi. I treni diurni dovevano partire e arrivare, salvo eccezioni, tra le 6 e le 24, mentre quelli notturni operavano nella fascia oraria inversa.

La velocità commerciale non poteva essere inferiore ai 90 km/h, un valore molto elevato per l'epoca considerando la complessità delle relazioni internazionali.

Le formalità doganali dovevano essere espletate direttamente a bordo oppure, se svolte a terra, nel minor tempo possibile. E soprattutto gli EuroCity godevano della precedenza assoluta sulla rete ferroviaria, anche in caso di ritardo, a testimonianza dell'importanza attribuita a questi collegamenti.

Un marchio che ha fatto la storia

Per milioni di viaggiatori gli EuroCity hanno rappresentato per decenni il modo migliore di attraversare l'Europa in treno.

Prima dell'arrivo dell'alta velocità internazionale, questi convogli hanno unito capitali, culture e persone offrendo un servizio che, per molti aspetti, resta ancora oggi un punto di riferimento. A quasi quarant'anni dalla loro nascita, gli EuroCity continuano a circolare su numerose relazioni internazionali.

Pur essendosi evoluti insieme alla ferrovia europea, conservano ancora quel marchio nato nell'estate del 1987, quando dodici Paesi decisero di trasformare un semplice viaggio in treno in un'autentica esperienza europea.