Flash mob mercoledì mattina alla stazione di Milano Cadorna contro il Piano regionale della mobilità e dei trasporti della Lombardia.

Al centro della protesta, le scelte della Regione in materia di investimenti ferroviari, i disservizi che interessano quotidianamente i pendolari e il sistema di rimborso previsto per ritardi e soppressioni dei treni.

Nel corso dell’iniziativa è intervenuto Simone Negri, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha criticato le prospettive degli investimenti sulla rete ferroviaria lombarda e ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà dei viaggiatori. Tra le richieste avanzate in Consiglio regionale figura anche il riconoscimento automatico degli indennizzi per i pendolari.

La protesta sugli investimenti ferroviari in Lombardia

Nel suo intervento a Milano Cadorna, Negri ha sostenuto che il piano regionale preveda uno stop complessivo ai principali investimenti sulla rete ferroviaria, attribuendo questa prospettiva alla mancanza di risorse economiche.

Il consigliere ha collegato la questione alle scelte di finanziamento delle infrastrutture nazionali, citando il Ponte sullo Stretto di Messina e chiamando in causa il ministro Matteo Salvini, l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Secondo Negri, la riduzione delle risorse destinate alla rete ferroviaria rischia di pesare ulteriormente sui viaggiatori, già alle prese con ritardi, soppressioni e disservizi del servizio ferroviario regionale gestito da Trenord.

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Indennizzi ai pendolari, la richiesta di automatismo

Un altro punto sollevato durante il flash mob riguarda i rimborsi riconosciuti ai pendolari in caso di disservizi. Negri ha spiegato che il Partito Democratico sta portando avanti diverse proposte in Consiglio regionale, tra cui l’introduzione di un meccanismo automatico per il riconoscimento degli indennizzi.

Nel suo intervento, il consigliere ha confrontato il sistema attuale con quello precedente, basato sul bonus, sostenendo che il passaggio agli indennizzi abbia determinato una forte diminuzione delle somme complessivamente restituite ai viaggiatori.

Secondo i dati citati da Negri, in passato i rimborsi ammontavano a circa 6 milioni di euro all’anno su scala regionale, mentre oggi sarebbero scesi a meno di 100 mila euro annui. Una differenza che, nella valutazione del consigliere, rende necessario rivedere le modalità con cui vengono riconosciuti gli indennizzi per ritardi e soppressioni.

Il nodo dei disservizi e dei compensi aziendali

Nel corso della protesta, Negri ha inoltre criticato il rapporto tra le somme destinate ai rimborsi dei passeggeri e i compensi riconosciuti ai vertici aziendali di Trenord. Il consigliere ha contestato quelli che ha definito compensi milionari per i dirigenti, contrapponendoli agli importi limitati restituiti ai pendolari.

Le dichiarazioni si inseriscono nel confronto politico sul funzionamento del trasporto ferroviario regionale lombardo e sulle misure da adottare per tutelare gli utenti. Per chi utilizza quotidianamente i treni, ritardi e soppressioni possono incidere sulla regolarità degli spostamenti, rendendo centrale anche l’effettiva accessibilità ai meccanismi di compensazione.

Il confronto sul Piano regionale della mobilità

Il flash mob di Milano Cadorna ha portato la discussione sul Piano regionale della mobilità e dei trasporti direttamente in una delle stazioni utilizzate ogni giorno da numerosi viaggiatori. Le questioni evidenziate riguardano sia le risorse destinate alle infrastrutture sia la qualità del servizio e gli strumenti di tutela dei passeggeri.

Le richieste illustrate da Negri comprendono quindi una maggiore attenzione agli investimenti ferroviari e l’introduzione di procedure automatiche per gli indennizzi. Le cifre relative ai rimborsi e le critiche alla gestione delle risorse sono state riportate dal consigliere nel corso dell’iniziativa e costituiscono il punto centrale della sua contestazione alle politiche regionali sui trasporti.

Fonte Il Sole 24 Ore