Nuova stretta nei collegamenti ferroviari tra la Russia e l'Europa. 

Dal 1° luglio sono entrate in vigore le disposizioni del governo russo che prevedono la chiusura di sette valichi ferroviari di frontiera con Finlandia, Estonia e Lettonia, interrompendo il transito di persone, merci e veicoli attraverso diversi punti di attraversamento.

La decisione è stata formalizzata con un decreto pubblicato il giorno precedente, senza che Mosca abbia fornito spiegazioni ufficiali sulle motivazioni del provvedimento né indicazioni sui tempi di una possibile riapertura.

Cinque valichi chiusi con la Finlandia

Dei sette collegamenti interessati, cinque si trovano lungo il confine con la Finlandia, uno sul confine con l'Estonia e uno su quello con la Lettonia.

La conseguenza più rilevante è che la Finlandia rimane ora priva di qualsiasi valico ferroviario operativo con la Russia.

La chiusura interessa anche il traffico merci. Tradizionalmente, infatti, la Russia esportava fertilizzanti verso la Finlandia utilizzando il trasporto ferroviario e il blocco potrebbe ora costringere gli operatori logistici a individuare percorsi alternativi o affrontare ritardi nelle spedizioni.

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Restano aperti soltanto due collegamenti

Non tutti i collegamenti ferroviari con la regione baltica risultano però interrotti.

Rimangono infatti operativi il valico di Ivangorod, sul confine con l'Estonia, utilizzato sia per il traffico merci sia per quello passeggeri, e il valico di Sebezh, al confine con la Lettonia.

La riduzione dei punti di attraversamento limita comunque ulteriormente le possibilità di scambio ferroviario tra la Russia e i Paesi dell'area baltica.

Una situazione già compromessa

La decisione si inserisce in un quadro di rapporti ormai fortemente deteriorati tra Mosca e i Paesi confinanti.

La Finlandia aveva infatti già chiuso a tempo indeterminato tutti i propri valichi stradali con la Russia nel dicembre 2023, dopo l'arrivo di numerosi richiedenti asilo che Helsinki aveva definito parte di un'operazione ibrida collegata all'ingresso del Paese nella NATO. Accuse sempre respinte dal Cremlino.

Dal febbraio 2022, inoltre, l'invasione russa dell'Ucraina e le successive sanzioni internazionali hanno profondamente modificato i flussi commerciali e logistici tra la Russia e l'Europa.

Più incertezza per la logistica ferroviaria

Per operatori logistici, esportatori e importatori il provvedimento rappresenta un ulteriore elemento di incertezza in un contesto già profondamente cambiato negli ultimi anni.

Il trasporto ferroviario rappresentava infatti uno dei pochi canali ancora disponibili per alcune tipologie di merci transfrontaliere.

Le nuove restrizioni potrebbero avere effetti anche sulle catene di approvvigionamento di numerosi settori industriali, costringendo le aziende a riorganizzare i propri itinerari logistici e ad affrontare possibili incrementi dei tempi di consegna e dei costi di trasporto.

Le autorità russe non hanno fornito stime sul volume di merci interessato dalla misura né chiarito se il provvedimento sia legato a esigenze di sicurezza, questioni doganali o alle più ampie tensioni diplomatiche con i Paesi confinanti.

In assenza di una data per la riapertura dei valichi, la sospensione resta al momento a tempo indeterminato.