
Un’infrastruttura ormai vicina al completamento degli scavi si trova a fare i conti con nuove incertezze economiche e occupazionali.
Sul Terzo Valico dei Giovi cresce la preoccupazione per la prosecuzione delle attività e per le possibili conseguenze sul calendario dell’opera.
Il confronto tra il consorzio Cociv, guidato da Webuild, e Rete Ferroviaria Italiana riguarda gli extracosti e le risorse necessarie per proseguire alcune lavorazioni, mentre nei cantieri sono già arrivati i primi provvedimenti di cassa integrazione.
All’inizio di ottobre 2026 è emerso il rischio di nuove sospensioni per alcune attività legate a varianti progettuali che richiedono finanziamenti aggiuntivi. La questione coinvolge sei grandi opere ferroviarie italiane realizzate da consorzi riconducibili a Webuild, ma non è stato annunciato un blocco generalizzato del Terzo Valico.
Il nodo degli extracosti e dei nuovi finanziamenti
Alla base del confronto c’è la richiesta di circa 3 miliardi di euro aggiuntivi avanzata da Webuild al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel settembre 2026. Le risorse servirebbero a coprire gli extracosti accumulati durante la costruzione della nuova linea ferroviaria.
Le maggiori difficoltà sono state incontrate negli scavi della galleria appenninica, dove la presenza di formazioni geologiche complesse e sacche di gas naturale ha imposto modifiche alle modalità di costruzione e rallentamenti. In alcuni tratti si è reso necessario ricorrere a tecniche di scavo differenti rispetto a quelle inizialmente previste.
Negli anni precedenti erano già stati concessi finanziamenti integrativi superiori a 2 miliardi di euro. Il costo complessivo dell’opera, inizialmente stimato intorno ai 5 miliardi, è salito progressivamente fino a circa 11 miliardi. In caso di accoglimento integrale della nuova richiesta, l’investimento potrebbe avvicinarsi ai 14 miliardi di euro.
Il mancato accordo sulle risorse aggiuntive rappresenta quindi un elemento di incertezza per la prosecuzione delle attività. Secondo le organizzazioni sindacali, in assenza di una soluzione con la committenza alcune lavorazioni potrebbero essere sospese e le difficoltà estendersi ad altri cantieri.
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Cassa integrazione per 300 lavoratori
Le tensioni economiche hanno già prodotto conseguenze sull’occupazione. Il 13 ottobre 2026 Seli Overseas ha comunicato l’avvio della cassa integrazione ordinaria per 13 settimane per 300 lavoratori impiegati nei cantieri di Radimero e Val Lemme, in provincia di Alessandria.
La notizia è stata diffusa dalle organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che hanno segnalato anche il trasferimento di alcune maestranze verso altri cantieri.
A questi provvedimenti si aggiungono le prime comunicazioni di esuberi, formali e informali, da parte di imprese subappaltatrici. Già il 6 ottobre era stato lanciato l’allarme per il possibile coinvolgimento di 1.800 lavoratori nel caso di un’estensione della crisi.
Scavi al 97,3%, ma resta l’incognita sui tempi
Le nuove criticità emergono in una fase avanzata della costruzione. Il Terzo Valico dei Giovi è una linea lunga 53 chilometri tra Genova e Tortona, comprendente una galleria di valico di circa 27 chilometri, destinata a potenziare i collegamenti ferroviari tra la Liguria e Milano.
All’inizio di settembre 2026 il commissario straordinario Calogero Mauceri aveva comunicato il completamento del 97,3% degli scavi, con meno di un chilometro ancora da realizzare nei tratti più complessi.
Il cronoprogramma indicato prevedeva la conclusione degli scavi entro la primavera del 2027, seguita da circa un anno di lavori per la posa dei binari, l’elettrificazione e gli altri impianti. L’obiettivo era completare l’infrastruttura nel 2028, prima delle successive attività di collaudo e pre-esercizio.

Timori per possibili ritardi oltre il 2030
Il contenzioso economico e l’eventuale estensione delle sospensioni potrebbero compromettere il calendario previsto. I sindacati hanno espresso preoccupazione per possibili ritardi anche oltre il 2030, ma al momento non è stata comunicata una nuova scadenza ufficiale per il completamento dell’opera.
Il futuro del Terzo Valico dipenderà quindi anche dalla soluzione del confronto sui finanziamenti e dalla possibilità di garantire continuità alle lavorazioni nei cantieri.