Nei giorni che precedono Ferragosto arrivano altri invii a demolizione.

Anche stavolta la protagonista è la Ferrovia Adriatica che ha visto transitare sui suoi binari un convoglio tanto omogeneo quanto particolare.

In testa era presente la E.656.585 che subito dietro aveva ben dieci rimorchi di Le 803, tutti piuttosto malridotti e con evidenti segni di lungo accantonamento.

Per l'esattezza erano presenti i Le 803.021, Le 803.023, Le 803.026, Le 803.027, Le 803.034, Le 803.121, Le 803.124, Le 803.126, Le 803.127 e Le 803.135.

Il treno ha viaggiato nelle scorse notti da Ancona a Pescara, è stato ricoverato sul binario a nord della stazione e da esso con tutta probabilità, dopo le feste, proseguirà alla volta di Bari Lamasinata, dove i rimorchi subiranno la riduzione volumetrica.

Pur comprendendo la normalità di queste demolizioni di materiale che deve lasciare spazio ad altro di più recente costruzione, non possiamo non fare ancora una volta un appello a Fondazione FS Italiane affinché si pensi per tempo a salvare almeno un complesso di ALe 803 e rimorchi.

Prima che sia troppo tardi e sia necessario correre ai ripari in maniera complicata e costosa, sarebbe il caso di procedere con la salvaguardia degli esemplari in condizioni migliori per un loro ripristino funzionale.

Perché se è vero che le ALe 803 sono sempre state delle automotrici di secondo piano, rispetto ad altre più blasonate, è anche vero che meritano di essere tramandate ai posteri per aver sempre svolto il loro compito con umiltà e affidabilità.

Foto e video di Lorenzo Pallotta

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