La presentazione del progetto per la ciclovia del Metauro che prevede la realizzazione di una pista ciclabile accanto alla ferrovia Fano-Urbino suscita immediate prese di posizione.

“In pompa magna – afferma Lodovico Doglioni, segretario provinciale della Lega – il sindaco di Colli al Metauro Stefano Aguzzi presenta insieme al gotha del Partito Democratico provinciale e della sinistra ovvero, Ceriscioli, Biancani, Minardi e Seri, un progetto di ciclovia adiacente al sedime ferroviario Fano-Urbino.

Fermo restando che la Lega ha sempre detto di no al cambiamento di destinazione d’uso di quella tratta ferroviaria – aggiunge Doglioni – e a tal proposito desidero ricordare che il nostro sindaco di Ferrmignano Cancellieri ha addirittura speso cifre importanti per mantenere i binari all’interno del suo comune, la particolarità del fatto è che la decisione di aderire alla proposta del PD non è stata assolutamente discussa nella maggioranza che sostiene Aguzzi e che il nostro consigliere a Colli al Metauro Sanchioni ne è assolutamente all’oscuro.

La vetrina elettorale di ieri – continua Doglioni – ci pone in seria difficoltà nel sostenere ancora Aguzzi come sindaco di centrodestra. Posso essere contento per lui che finalmente, dopo anni di tira-e-molla è ritornato nella sua casa naturale, ha ritrovato i suoi vecchi compagni di viaggio con i quali finalmente condivide di nuovo temi e azioni.

La sua posizione è ormai netta e gli auguro maggiori fortune politiche, più spazio per agire e per realizzare i suoi progetti personali.

Ma la Lega è un’altra cosa – prosegue Doglioni – le nostre battaglie sono portate avanti con convinzione e senza cambiare opinione e per noi la salvezza della tratta ferroviaria Fano-Urbino è ancora prioritaria e posso assicurare che ci batteremo in ogni tavolo per evitare che questa infrastruttura venga smantellata definitivamente.

La ciclovia – conclude Doglioni – se proprio vogliono farla, la possono realizzare sugli argini del nostro bellissimo fiume Metauro, come alcuni sindaci della vallata giustamente hanno proposto. Un’idea che valorizzerebbe e metterebbe in sicurezza il nostro bel fiume”.

Alla conversazione si uniscono i rappresentanti dell’Associazione Ferrovia Valle Metauro.

 “Che il sindaco di Colli al Metauro non abbia mai avuto interesse per la ferrovia Fano-Urbino lo dimostrano i suoi dieci anni passati ad amministrare Fano dal 2004 al 2014”.

“Eppure Fano ha sempre avuto problemi di traffico che causano una presenza di polveri sottili quasi costanti. Alla sua prima elezione, ricordiamo, aveva contribuito anche il noto PUT (Piano Urbano Traffico): un tentativo di far circolare diversamente le automobili che i cittadini non avevano gradito.

Da allora i problemi si sono aggravati. La ferrovia Fano-Urbino che avrebbe potuto alleggerire il traffico che dall’entroterra giunge a Fano non è mai stata presa in considerazione. Da sindaco della costa – continua la nota – attanagliata dal traffico, ora Aguzzi è passato a sindaco dell’entroterra.

I nuovi problemi sono: difficoltà al raggiungimento dei servizi essenziali come scuole, sanità, mobilità; abbandono dei centri storici e spopolamento. Quale strategia per cercare di sopravvivere viene attuata? Nelle altre regioni per evitare lo spopolamento dei paesi periferici si migliorano e potenziano i collegamenti pubblici. Per la ferrovia Aguzzi si allinea alle volontà dei rappresentanti della maggioranza pesarese.

La senatrice Accoto, dopo un incontro con l’Amministratore Delegato RFI Maurizio Gentile ha comunicato che se si dovesse riaprire la ferrovia, la pista ciclabile dovrebbe essere spostata.

Il rischio – conclude la nota – che la ferrovia non venga più riaperta con la pista ciclabile sul suo tracciato è quindi elevato, e tale conclusione danneggerebbe non solo gli abitanti di Colli al Metauro, ma anche tutto l’entroterra ed Urbino la città tanto propagandata in ogni spot delle Marche ma che non ha servizi di trasporto attrattivi e dignitosi per raggiungerla”.

Il 20 febbraio, in conferenza dei servizi si faccia riferimento al DM 753/1980 sulla sicurezza e le distanze dai binari prima di approvare una ciclabile ad un metro e mezzo: sarà da demolire se si decideranno a far investire i soldi del contratto di programma tra Ministero ed RFI destinati a riattivare le ferrovie in disuso a ferrovie turistiche”.

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