Ritorna un nuovo appuntamento con “Top & Flop”! la rubrica di Ferrovie.Info in cui annoveriamo personaggi, aziende, enti o categorie che si sono, a nostro avviso, distinti in positivo e in negativo questa settimana. 

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Partiamo!

Top: Verona Quadrante Europa

Uno scalo merci che funziona è una buona notizia; uno scalo merci che funziona estremamente bene è un'ottima notizia.
Oggi parliamo di questo, dell’Interporto “Quadrante Europa” di Verona, dove sono transitate nel 2019 circa 28 milioni di tonnellate di merci, di cui ben 8 milioni via treno, la maggior parte dei quali intermodali. Sono stati lavorati quasi 16.000 treni (15.950 treni), una media di 53 treni/giorno, che hanno sviluppato un traffico che fanno del “Quadrante Europa” il primo interporto italiano.

Uno splendido risultato, facilitato da una posizione assolutamente strategica: Verona è crocevia degli scambi ferroviari Nord-Sud (via Brennero) ed Est-Ovest. 

Come ammesso dagli stessi dirigenti dell'interporto, la strategia del “Quadrante Europa” è aspirare ad essere il punto nodale dei porti marittimi italiani, raccogliendo merci da quest’ultimi e distribuendole in tutta Europa e viceversa.

Quindi un plauso a chi ha saputo realizzare e mantenere un simile livello di traffico nei trasporti ferroviari ma non dimentichiamoci che la strada per arrivare ai livelli delle merci su strada bisogna ancora farne: sul Brennero lo sbilanciamento a favore della strada è evidente, con 33,5 milioni di merce trasportata su gomma (71%) e 13,4 milioni su ferro (29%).

La strada intrapresa, o per meglio dire "la ferrovia", è quella buona!

Flop: Nuova stazione dell'Alta Velocità a Parma

Abbiamo riletto due volte il nostro stesso articolo per sincerarci di non ricordare male. Davvero qualcuno aveva proposto una nuova stazione intermedia dell'Alta Velocità a Parma? Poi abbiamo controllato di non esserci sognati che diversi anni fa, l'AV tra Bologna e Milano era già stata dotata di una stazione intermedia, non lontano da Reggio Emilia

Eppure è vero, qualcuno l'ha proposta seriamente. Costo dell'idea? 80 milioni di euro.

Sappiamo bene che la politica è una brutta bestia e talvolta è necessario estremizzare le richieste per il proprio territorio, ma così siamo all'assurdo.

Una nuova stazione AV a poche decine di chilometri da una già esistente renderebbe veramente inutile il concetto di Alta Velocità. Se ogni città medio-piccola italiana richiede una fermata AV... possiamo anche chiudere! Qualcuno potrebbe obiettare che i treni potrebbero fermare alternativamente nell'una o nell'altra stazione ma poi sappiamo bene i campanilismi a cosa porterebbero...

In tanti sembrano essersi dimenticati cosa significhi l'acronimo AV: Alta Velocità. Se mettiamo fermate ogni 30 chilometri sulla linea, i treni AV saranno invece treni NV, Normale Velocità. Dunque tanto vale ripristinare gli Intercity come nei primi anni 2000 (e non sarebbe affatto una cattiva idea!).

Ma per l'idea balzana della stazione AV a Parma... flop!

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