Nel tardo pomeriggio del 23 luglio 1960 l'ETR.251 "Arlecchino" entra nel parco trazione delle Ferrovie dello Stato.

In occasione della presentazione ufficiale, l'elettrotreno dà il meglio di sé con una spettacolare corsa fra Milano, Bologna e Venezia, riservata alle maggiori autorità del Paese e delle FS, durante la quale raggiunge la velocità massima di 187 km/h.

Si tratta del penultimo atto di una storia iniziata tra il 1957 e il 1958, quando i quattro convogli destinati a dare lustro alle nostre ferrovie durante le Olimpiadi di Roma, vengono ordinati alla Breda di Sesto San Giovanni.

La costruzione vera e propria inizia nel gennaio del 1960 con l’ETR.251, seguita un mese dopo da quella simultanea degli ETR.252 e .253, mentre nei primi giorni di marzo viene impostato anche l’ETR.254.

Riprendendo l’iniziativa del "Settebello", i nuovi elettrotreni vengono battezzati “Arlecchino”, con la famosa maschera presa come ispirazione per via dei colori diversi degli arredi interni, che ne richiamavano le pezze multicolore.

L’"Arlecchino" viene concepito per servizi di classe superiore, ma a differenza dell'ETR.300 non di lusso. Sull’ETR 250 ritorna la configurazione di una carrozza riservata ai servizi e le altre ai passeggeri, ospitati in un salone unico, come precedentemente previsto nell’ETR.200. Alcune componenti della parte elettrica derivavano dal "Settebello", ma i carrelli e i motori di nuova generazione fanno dell’"Arlecchino" l’elettrotreno più evoluto del parco FS.

Nel giugno del 1960 l’ETR.251 appena completato posa per le prime fotografie ufficiali e, dopo una prima messa a punto in stabilimento, viene trasferito nel deposito locomotive di Milano Greco, a fianco degli ETR.200 e degli ETR.300.

Nei giorni seguenti si susseguono le consuete prove effettuate prevalentemente sulle linee della cintura milanese, seguite da quelle ad alta velocità, il cui scopo è verificare la resa del treno e del confort di marcia, anche per testare i nuovi carrelli Z 1040, in seguito usati anche sulle ALe 601, sugli ETR.220 e .300.

Successivamente, lunedì 11 luglio 1960 l’"Arlecchino" effettua una corsa speciale fra Milano e Venezia, nel corso della quale supera più volte la velocità di 180 km/h, replicando il giorno seguente tra Milano e Firenze. È il preludio alla corsa con cui abbiamo aperto l'articolo, che apre al servizio regolare che ha inizio il 30 luglio 1960.

In questo giorno, inizia il servizio commerciale l’ETR.251 con la coppia di Rapidi MN-NM, Milano-Napoli, “Freccia del Vesuvio”. Gli ETR.252 e .253 vengono consegnati nel mese di agosto permettendo di effettuare la “Freccia del Vesuvio” interamente con gli "Arlecchino".

Il 25 agosto iniziano le Olimpiadi di Roma e per una disposizione ministeriale gli elettrotreni vengono impiegati sulla Roma-Napoli con il preciso fine di dispiegare in maniera equilibrata le corse sulla dorsale Milano-Roma-Napoli.

Passati i fasti dei giochi olimpici, nel 1970 i quattro elettrotreni vengono sottoposti ad importanti interventi di riqualificazione con l’obiettivo di elevare la velocità in servizio commerciale a 200 km/h, mai raggiunta in esercizio.

Distolti dall’esercizio commerciale nel 1986, nel 1990 vengono riqualificati gli ETR.251, .252 e .253 con interventi di bonifica dall’amianto (in particolare sulla carrozza n. 3 dedicata ai servizi, che fu dotata di 24 posti a sedere di un ambiente bar) e rimessi in servizio nella primavera del 1991 per servizi di agenzia.

Il resto è storia recente. Dei quattro treni, tre sono stati demoliti dopo la fine dei servizi charter mentre l'ETR.252 è stato ripristinato in gran parte allo stato d'origine ed è entrato a far parte della flotta di Fondazione FS Italiane.

Dei tre smantellati, il primo a cadere è stato l’ETR.254, che ormai giaceva accantonato da quasi 10 anni, poi nel dicembre del ’99 è stata la volta dell’ETR.251, infine nell’estate del 2000 è toccato all’ETR.253.

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