È molto interessante la mappa proposta qualche giorno fa da Index.hr sulla velocità media delle ferrovie nell'Unione Europea.

Non possiamo dire con certezza che sia precisa al chilometro orario, ma senza dubbio offre uno spaccato realistico di un continente che, sintetizzando, va a tre velocità.

Da un lato ci sono soltanto sei nazioni che possono vantare una velocità media di oltre 120 km/h, ossia, in ordine, Spagna, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna e Svezia. Interessante già qui notare come quattro su sei siano ai vertici grazie a un fitto sistema di linee AV, con il paese iberico che stacca tutti con quasi 200 km/h di media e l'Italia che (forse per qualcuno a sorpresa) è davanti alla Germania.

Nel mezzo si collocano una buona parte di tutti i restanti paesi che compongono il continente, con velocità media che va dagli 80 ai 120 km/h. Va detto che in diversi casi si tratta di nazioni di dimensioni ridotte, che quindi non sentono la necessità di avere una o più linee ad Alta Velocità, quanto di garantire un servizio funzionale e capillare.

Tra quelli che fanno eccezione possiamo includere, per estesa del territorio, la Polonia che pure ha treni veloci ma sostanzialmente non linee dedicate, il Portogallo, le cui ferrovie statali non versano in ottime condizioni ma anche la Russia e l'Ucraina che soffrono, chi più, chi meno, dello stesso problema, oltre ad essere caratterizzate da una grandezza della rete talmente vasta da abbassare inevitabilmente la media.

C'è però chi sta decisamente peggio, ossia tutti i paesi dell Europa dell'Est meridionale, con diverse eccezioni. La palma di nazione con le ferrovie più lente spetta ovviamente all'Albania, con 27,6 km/h di media. Chi ha letto i nostri reportage, d'altronde, sa che in questa nazione le strade ferrate sono in stato penoso, così come il materiale rotabile che è tutto di importazione e che i tentativi che finora sono stati fatti per una riqualificazione sono tutti andati falliti.

Non molto meglio se la cavano Croazia, Bosnia, Serbia e Macedonia, tutte uscite disastrate dalla sanguinosa guerra di indipendenza della Jugoslavia. In queste nazioni, che abbiamo documentato più volte sui nostri Ferroviaggi, i treni ci sono e le linee anche ma sembrano più ferme al 20esimo secolo che proiettate verso il 21esimo.

In questa lista negativa ci sono anche due realtà che in qualche modo non ci si attende. Sono infatti presenti la Norvegia e la Lettonia che evidentemente non hanno seguito il percorso messo in atto dai paesi a loro confinanti.

Quello che si può evincere guardando la cartina meno nel dettaglio, è che molto è stato fatto ma ancora molto c'è da fare per creare una rete ferroviaria europea che sia accettabile. In tal senso è necessario che l'Unione investa in particolare laddove le velocità medie sono ancora a livelli inaccettabili, il che, per inciso, riguarda anche alcune tratte del nostro Paese.

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