La parte di Ferrovia Tirrenica che corre nella regione Lazio nasce dalla stazione di Roma Termini. Da questo, che viene considerato il km 0, i binari muovono verso Roma Tuscolana, Roma Ostiense e quindi Roma Trastevere.

In questo impianto essi si separano da quelli che proseguono per Fiumicino Aeroporto volgendo verso nord alla volta della stazione di Roma San Pietro.
Dal binario 1 di questa stazione si dirama un binario di collegamento con la Città del Vaticano, il cui esercizio è disciplinato da apposita convenzione tra la Santa Sede e lo Stato Italiano.
Detto binario, denominato “Asta Vaticana”, è elettrificato per un tratto di circa 100 metri regolarmente segnalato sul terreno, mentre il restante tratto è alimentabile tramite apposito sezionatore aereo. L’accesso alla stazione interna alla Città del Vaticano è ammesso previa apertura del cancello da parte del personale dell’Ufficio merci del Vaticano.

Proseguendo verso il mare, la linea si separa da quella che collega Viterbo e raggiunge invece la fermata di Roma Aurelia, oltrepassata la quale si giunge a Maccarese.

Questo impianto è particolarmente interessante perché qui i binari si ricongiungono con quelli della vecchia Tirrenica che da Roma Trastevere proseguivano alla volta di Roma Fiumicino, transitavano per Villa Bonelli, Magliana, Muratella e Ponte Galeria per poi arrivare proprio a Maccarese.
Questa bretella esiste ancora oggi ma è percorsa da pochissimi convogli giornalmente anche se viene tenuta assolutamente funzionale come soluzione alternativa in caso di problemi su quella principale.

Nei pressi di Maccarese si ha uno dei punti più interessanti della linea poiché nell’ampia curva che precede la stazione, i convogli sono spesso sorvolati dagli aerei che atterrano al Leonardo Da Vinci ed è tutt’altro che impossibile includere entrambi i mezzi di locomozione nello stesso scatto.

Proseguendo verso nord e lambendo il mare, la linea supera poi Torre in Pietra-Palidoro e Palo Laziale, attraversando l'importante abitato di Ladispoli-Cerveteri e quindi Marina di Cerveteri.

Da qui in poi, complice anche la lontananza dalla Capitale, si apre il tratto più spettacolare del tracciato.
Nei pressi di Furbara esso corre infatti tra prati e spiaggia, tornando ad essere spostata virtualmente più nell’entroterra dalla Statale Aurelia nei pressi di Santa Severa.

Questo impianto potrà non dire molto ai più, eppure in passato è risaltato spesso agli onori della cronaca.
L’ampio scalo posto lato Roma ha ospitato infatti molti rotabili prima del loro ultimo viaggio tra i quali anche alcuni ETR 220 assegnati alla Capitale.

Occasionalmente esso è stato utilizzato come ricovero anche per i treni dei pellegrini che sono giunti a Roma San Pietro per avere udienza presso il Papa.

La tratta successiva tra Santa Severa e Santa Marinella è certamente quella più vicina alla costa di tutta la linea che pure in seguito non se ne distacca molto fino a Civitavecchia.

Comune con oltre 50.000 abitanti, esso è caratterizzato da una stazione piuttosto importante con la caratteristica uscita in curva.
Essendo l’impianto più grande di quelli incontrati lungo la sezione, vi ferma praticamente tutto. Oltre a farvi capolinea la FL5 che nasce proprio da Roma Termini, vi sostano infatti i treni regionali ma anche gli Intercity e le Frecce.

Parimenti a Santa Severa, anche Civitavecchia è stata utilizzata per il ricovero di treni pellegrini italiani ed esteri e nel corso degli anni è stato facile vedervi sostare carrozze tedesche, slovacche o polacche.
Da qui si stacca inoltre la ferrovia che raggiunge Orte, oggi senza traffico e in parte disarmata.

Oltrepassato il centro cittadino con una galleria, si affianca il Deposito Locomotive di Civitavecchia Porta Tarquinia, un tempo officina addetta alla manutenzioni e riparazione di carri e locomotive e quindi si giunge alla biforcazione che conduce i binari anche al porto dove arrivano le automotrici di Seatrain con il Roma Express ma anche alcuni convogli merci.

Proseguendo verso nord ci si addentra più nell’entroterra e si attraversa uno scorcio che può piacere se si è appassionati di complessi industriali.
La ferrovia passa infatti a ridosso della Centrale Termoelettrica Torrevaldaliga e delle sue altissime ciminiere.

Sempre continuando col sud alle spalle e attraversando le zone ricche di tufo del viterbese, si giunge quindi nella stazione di Tarquinia, oltrepassata la quale si arriva nell’ultimo impianto della regione, quello di Montalto di Castro.

La lunghezza totale della linea da Roma Termini a Montalto di Castro è di 115,94 chilometri ed essa consente una velocità massima pari a 180 km/h in Rango P. La linea è ovviamente tutta elettrificata e a doppio binario.

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