Non capita spesso che un treno abbia molti nomi soprannomi e probabilmente, in tal senso, il record lo stabiliscono i "nuovi" ETR 700 di Trenitalia.

I lettori più attenti avranno notato che nelle nostre pagine abbiamo chiamato questi convogli in ben quattro modi diversi. Ma da dove vengono tutti questi appellativi? Proviamo a fare chiarezza aggiungendo qualche curiosità che forse non tutti conoscono.

Il treno nasce alla AnsaldoBreda col nome di V250 Albatros, con questo appellativo derivato probabilmente dal pronunciato frontale che, con un po' di fantasia, richiama in effetti il muso del famoso uccello di mare.

Al momento della consegna alle ferrovie dei Paesi Bassi e del Belgio, questi decisero di chiamarli Fyra. Questa parola deriva da quella olandese fier e da quella francese fière, con entrambe che significano, ironia della sorte visti gli esiti del convoglio, orgoglio.

Il nome fu scelto anche perché Fyra in svedese significa "quattro" come il numero delle importanti città che il nuovo treno avrebbe dovuto servire, Amsterdam, Rotterdam, Anversa e Bruxelles.

Come è noto a tutti, le cose andarono poi diversamente, i treni non furono accettati da nessuna delle due amministrazioni ferroviarie e per i loro presunti malfunzionamenti vennero accantonati qualche settimana dopo aver iniziato il servizio regolare.

E qui inizia la parte più curiosa della storia, perché questo insuccesso portò i convogli ad essere ribattezzati dalla stampa e dalla società olandese con nomignoli tutt'altro che positivi e che in qualche modo riguardavano anche il nostro paese in quanto costruttore.

Per questo motivo vennero soprannominati (con poca fantasia aggiungiamo noi) "Spaghetti-boemel", ossia "Treno lento spaghetti", o "ALDI-trein".
In questo caso venne chiamata in causa la catena di supermercati ALDI, di origine tedesca ma molto in voga in Belgio e nei Paesi Bassi, che essendo un discount veniva associato a prodotti di bassa qualità come, secondo loro, il V250 Albatros.

Inutile dire che questo accostamento, pensate un po', suscitò le reazioni del management della catena di supermercati che portò alla stesura di un comunicato ufficiale in cui dichiaravano di sentirsi dispiaciuti per essere accostati al treno italiano...

Il resto è storia nota. Le indagini successive confermarono che il convoglio era valido ma che furono fatti diversi errori durante le corse di prova da parte delle ferrovie olandesi.
Il successivo accantonamento dei convogli ha permesso a Trenitalia di acquistarne una buona parte e di immatricolarli, speriamo per l'ultima volta, nel Gruppo ETR 700.

A ridare credibilità al progetto italiano sono state diverse inchieste indipendenti che hanno dimostrato come le due amministrazioni nord europee avessero puntato il dito contro il Fyra probabilmente più per rinunciare ad una commessa ritenuta non più utile che per effettivi malfunzionamenti del rotabile.

Del resto, se vogliamo buttarla anche noi sugli stereotipi come fatto da loro, la furba tirchieria degli olandesi è talmente nota che una frase ricorre nel paese: "Kijken, kijken, niet kopen!", "Guarda, guarda, ma non comprare". Detto, fatto.

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