Nel corso della storia delle ferrovie italiane, diversi sono stati i convogli progettati che non hanno avuto seguito.

Alcuni, come la E.666 o le E.454 o l'ATR 410 sono andati oltre la fase progettuale diventando dei prototipi che hanno circolato sui binari per più o meno tempo mentre altri si sono fermati a livello di disegno, rimanendo dei rotabili solo sulla carta. Già in passato abbiamo visto altri casi ma quello che vi presentiamo in questo articolo è forse tra i più curiosi. 

Nel 1999 le Ferrovie dello Stato erano impegnate con la realizzazione delle prime E.464 che proprio sulla scia delle E.454 sopra citate dovevano rappresentare, come faranno, la locomotiva del futuro per i treni regionali. Allora, tuttavia, si pensò di realizzare contestualmente anche una nuova carrozza pilota proprio per questa tipologia di convogli, che avesse però delle caratteristiche molto più moderne e performanti rispetto alle vetture allora in esercizio.

Per essa si ipotizzò un disegno del tutto inedito, sia degli interni che dell'esterno, con particolari davvero degni di nota. Si trattava infatti di una vettura a piano ribassato con accesso per diversamente abili e allestimento open space. Lo spazio effettivo per i sedili era molto poco, sia perché la carrozza era tutta di 1ª classe, sia perché erano previsti un ambiente per i disabili, una ampia ritirata e soprattutto un ambiente per piccola ristorazione.
In quegli anni si iniziava infatti a sentire per la prima volta l'esigenza di un servizio bar anche a bordo dei treni regionali, che porterà in seguito all'effimera attivazione di un ambiente analogo sulle carrozze pilota MDVC.

Il vero elemento di novità era tuttavia un altro, ossia la presenza di un salottino belvedere che tuttavia avrebbe dovuto essere dislocato non sotto la cabina di guida come sugli ETR 250 e sugli ETR 300 ma al di sopra. Ad esso si sarebbe potuto accedere tramite una piccola rampa di scale tramite la quale si sarebbe raggiunto un ambiente caratterizzato da sei sedili e una vetrata panoramica con possibilità di vista a più di 180°.

Esteticamente il disegno non permetteva di apprezzare la linea della costruenda vettura ma solo alcune caratteristiche come la presenza del gancio automatico e l'altezza totale di 4.280 mm.

Come ben sappiamo, le cose sono poi andate diversamente. Mentre questo figurino veniva mostrato sui giornali aziendali dell'epoca, le prime UIC-X Pilota ricostruite sulla base di carrozze tradizionali effettuavano corse di prova alla testa dei treni regionali. Il colpo definitivo al progetto venne in seguito inferto dall'ordinazione delle vetture a Due Piani Vivalto con le quali si tornò a pensare più alla disponibilità di posti che ad un ambiente tanto raffinato quanto effimero. 
E il progetto della nuova pilota per i treni regionali venne messo in un cassetto per non uscirne più.

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