Alcuni mezzi della nostra storia ferroviaria se ne vanno lontano dal "clamore" della folla.

Nei giorni scorsi, ad esempio, ampio risalto abbiamo dato alle due ulteriori E.444R destinate a San Giuseppe di Cairo, così come grande interesse ha suscitato la probabile fine, tra qualche giorno, del prototipo E.402.003.

Eppure ci sono altri mezzi che si sono mossi in questi giorni verso il taglio, facendolo abbastanza in silenzio.

Il più importante, non fosse per il blasone, è la E.632.025, una Savigliano-Ansaldo del 1985, che ha preso la via delle cesoie meccaniche via strada con cassa e carrelli su due rimorchi differenti. Si tratta di una pratica consolidata per quei mezzi che non sono in grado di muoversi autonomamente.

Nella giornata di ieri, invece, ha iniziato a muoversi un convoglio da Savona a Firenze con la E.656.557 con tre carrozze MDVE revamping, una sempilota MDVE e due semipilota Piano ribassato. Solo queste ultime sarebbero demolende, con le altre inserite per massa frenata.

Si tratta delle unità 50 83 82-39 663 - 0 npBDH e 50 83 82-39 665 - 5 npBDH. Anche per loro la storia ferroviaria finisce qua.

Intanto notizie purtroppo attese arrivano dalle D.345 che nei giorni scorsi abbiamo visto arrivare da Benevento (Ferrovie: da Benevento a La Spezia, aria di demolizione per due D.345 [VIDEO]). Oggi le D.345.1099 e D.345.1117 dovrebbero essere trasferite da La Spezia (dove probabilmente sono state cannibalizzate in favore delle unità preservate) ad Alessandria, passo immediatamente precedente a quello che le porterà a San Giuseppe di Cairo. 

Foto di Marco Claudio Sturla e Gabriele Luongo

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