Il mese di Giugno 1994 segna una svolta per la trazione elettrica delle Ferrovie dello Stato.

Viene infatti consegnata ufficialmente la prima E.402A di serie, che segue i cinque prototipi già in circolazione da qualche anno. 
La testa di serie è la E.402A.007 che precede di qualche mese la E.402A.008, uniche due unità ad essere prese in carico dalle FS nel corso dell’anno.

Il primo impatto di ferrovieri e addetti ai lavori è di grossa sorpresa. Le macchine di serie sono piuttosto diverse da quelle prototipo e non solo per il frontale decisamente meno acuminato e dal profilo più dolce, ma soprattutto per la livrea rosso segnale e bianco con innesti neri che rappresenta una novità per i locomotori elettrici.

Le prime due unità iniziano la consueta fase di corse prova con alcuni test. Per l’esattezza la E.402A.007 effettua dapprima corse tra Caserta, Cassino e Roma coadiuvata dalla E.652.037 e dalla E.656.489 e poi prove armoniche nella zona di Firenze sul finire dell’anno. Contestualmente la E.402A.008 effettua prove elettriche in compagnia della unità gemella sempre sul finire dell’anno.

Nei primi mesi del 1995 si susseguono le consegne da parte delle ditte costruttrici Fiore, Sofer e Ansaldo con le unità che vengono tutte inviate al DL di Firenze per prove e sperimentazioni. Esse vanno ad aggiungersi al prototipo E.402.001 che allora è l’unico ancora in servizio regolare visto che gli altri quattro, .002÷.005 sono tutti accantonati. Per loro si prevede infatti un invio alle OGR di Foligno al fine di essere trasformati in macchine di serie, fermo restando l’aspetto esteriore.

Nel frattempo, con il nuovo orario estivo del 1995, otto unità entrano ufficialmente in servizio commerciale. Sono le E.402A.007, .008, .009, .010, .012, .026, .027 e .029 che assieme alla E.402.001 iniziano a svolgere i primi servizi prevalentemente sulla Direttissima Roma – Firenze in media con due andate e ritorno giornaliere.

Nel corso dell’anno aumentano le unità consegnate e di conseguenza anche i servizi a loro assegnati. 
Con l’orario invernale le macchine vengono fatte arrivare fino a Milano Centrale in testa  agli Intercity/Eurocity 558, 555, 52, 552, 553, 556, 541, 544, 557, 540, 55, 565, 546, 534, 542 e 567.

Questo nuovo turno prevede l’utilizzo di ben diciassette unità che hanno una percorrenza giornaliera che si aggira sui 1.000 chilometri che raggiunge il suo massimo in undicesima giornata quando vengono effettuati l’IC 563 tra Piacenza e Firenze, l’EC 52 e gli IC 533 e 556 tra Firenze e Milano.

Al 15 gennaio 1996 le unità di serie consegnate salgono a trenta con le restanti dieci in via di completamento equamente divise tra Officine Casertane (.006, .022, .023, .024 e .025) e Breda-Ansaldo (.041, .042, .043, .044 e .045).

Nel giro di pochi mesi anche queste unità vengono consegnate all’esercizio e mentre alcune effettuano ancora prove di ottimizzazione trainando Intercity in doppia con l’uso alternativo dei motori delle due macchine dallo stesso banco guida, altre come la .008 vengono utilizzate, sempre per prove di trazione, unicamente alla testa dei treni merci.

Ultima ad essere consegnata ufficialmente del Gruppo è la E.402A.020 nel dicembre del 1996 che di fatto chiude il cerchio su una delle locomotive più appariscenti e veloci della ferrovia italiana.

Nei tre anni di consegne non mancheranno episodi curiosi e problematiche. La E.402A.007 è ad esempio protagonista di uno svio nel DL di Firenze il 14 settembre 1995 mentre peggio va alla E.402A.023 che rimane vittima di un incendio a Borgolombardo che la fermerà per oltre un anno per ripristino.

Per contro la E.402A.026 viene esposta sempre nel 1995 per il quarto congresso del CIFI venendo anche utilizzata nell’ambito delle riprese del film “Italiani” in uscita nell’anno successivo. Esposta è anche la E.402A.027 a Roma San Lorenzo per gli ottanta anni del Deposito nel 1996 mentre nello stesso anno la E.402A.029 viene resa immortale dalla “partecipazione” nel film “La sindrome di Stendhal”.

 

Incendi, per concludere, coinvolgono in questo triennio altre due unità, la E.402A.030 e la E.402A.037, entrambe restituite all’esercizio nel giro di qualche mese.

Visto che abbiamo parlato di film, non possiamo non citare una unità non meglio specificata che nel 1996 viene utilizzata in “Fantozzi il ritorno”.

Il resto è storia recente. Le quaranta unità costruite vengono impiegate principalmente sui treni veloci che trainano, va detto, in maniera molto efficiente e con un funzionamento pressoché perfetto. La loro bellezza viene solo in parte scalfita dalla livrea XMPR mentre viene decisamente più messa in crisi dalla decisione di trasformarle in E.401, privandole di una cabina di guida.

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