Dopo due giorni dal peggioramento del suo stato di salute a causa di un'infezione dell'apparato urinario, Giovanni Paolo II si spegne alle ore 21:37 di sabato 2 aprile 2005, vigilia della Domenica della Divina Misericordia, all'età di 84 anni.

L'annuncio della morte venne dato dal portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls e da quella sera e fino al giorno delle esequie, più di tre milioni di pellegrini confluiscono a Roma per rendere omaggio alla salma del Papa polacco.

I funerali hanno luogo sei giorni dopo, venerdì 8 aprile 2005 e sono celebrati dal cardinale Joseph Ratzinger, che sarà lui stesso eletto Papa otto giorni dopo.

Circa 800.000 pellegrini dei tre milioni di cui abbiamo parlato viaggiano in treno su Roma per andare a dare l’ultimo saluto a Papa Wojtyła. 
Per l’occasione Trenitalia e RFI, con la supervisione delle Ferrovie dello Stato si coordinano per gestire circa 1.000 treni straordinari che sono sia a lunga percorrenza da tutta Italia, sia regionali che trovano spazio a Roma Tiburtina e a Roma Ostiense
Oltre a questo dieci convogli arrivano dall’estero, sette dalla Polonia, nazione d’origine del Pontefice, due dalla Francia e uno dalla Svizzera.

Il valico che viene più utilizzato è quello di Tarvisio dove nella giornata del 7 aprile transitano ben 6 convogli tra le 9 e le 15 oltre ad un altro che lo attraversa nella notte.
Importante l’aiuto anche della Protezione Civile che nella stazione di Udine si attiva per rifocillare i pellegrini durante la breve sosta tecnica.

Tra carrozze che sono abitudinarie in Italia, altre si affacciano se non per la prima volta, per una delle prime. Parliamo delle vetture gialle e verdi o bianco e blu delle ferrovie polacche PKP che vengono trainate a destinazione da E.655 ed E.656. A bordo vengono issate bandiere polacche, bandiere del Vaticano e più di un finestrino viene usato per esporre la foto del Papa.

A Roma i convogli vengono attestati come gli altri a Tiburtina e Ostiense poiché San Pietro viene chiusa al traffico. In un secondo momento vengono tuttavia ricoverati in altri impianti per permettere il regolare svolgersi della circolazione ferroviaria.

Tutto viene incredibilmente gestito alla perfezione, anche grazie ad una organizzazione che vede Trenitalia impegnata con 2.600 macchinisti, 3.000 addetti del personale viaggiante e 400 addetti per l’assistenza in stazione.

Foto Lorenzo Pallotta

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