Ci sono compagnie ferroviarie che durano nel corso del tempo, si rafforzano e diventano leader nel loro settore, sia esso passeggeri o merci.

Ce ne sono altre, invece, che passano come meteore, che vengono assorbite da compagnie più grandi o che, semplicemente, cessano di esistere.

Nonostante il mercato italiano non sia enorme, anche nel nostro Paese ci sono stati numerosi esempi di queste ultime che andremo a riepilogare senza un ordine logico e soprattutto senza volerle includere necessariamente tutte.

Nel trasporto passeggeri tutti ricordano la meteora ArenaWays. Fondata dal vulcanico Giuseppe Arena, la compagnia ha operato tra il 2010 e il 2012, trazionando treni internazionali d'agenzia e poi iniziando un servizio interregionale tra Torino e Milano, al quale si aggiunse in seguito una coppia di corse tra Santhià e Livorno Centrale.

Una politica ostruzionistica da parte della concorrenza che portò anche ad una multa, compromise le attività della compagnia che nonostante piani di espansione e una flotta piuttosto numerosa e caratterizzata da una livrea dedicata, dovette dichiarare fallimento. Con esso, tutti i servizi annunciati finirono nel dimenticatoio e il materiale rotabile venne venduto.

Se questo è il caso eclatante nel trasporto passeggeri, molti di più sono i casi nel trasporto merci.

In questo settore le "defezioni" più o meno eccellenti sono numerose. Si parte con Crossrail, compagnia svizzera che ha operato anche in Italia. Da febbraio 2017 essa lavora solo in Germania e Belgio. In Svizzera i servizi sono stati rilevati da SBB Cargo e le locomotive sono state vendute o noleggiate ad altre compagnie.

Più nostrana la vicenda di Del Fungo Giera, un'impresa ferroviaria che ha rappresentato uno dei primi protagonisti nello scenario post liberalizzazione del trasporto ferroviario merci in Italia. 

Costituita nel 1995, la società operava in collaborazione con Trenitalia, utilizzando dapprima materiale di trazione di quest'ultima azienda e in seguito dotandosi di un proprio parco locomotive.

A seguito di problemi di gestione poi sfociati in un'inchiesta giudiziaria, l'impresa cambiò compagine societaria nel 2008, mutando il nome in Impresa Ferroviaria Italiana (IFI), per chiudere definitivamente nel medesimo anno.

I primi servizi di Del Fungo Giera furono avviati il 2 aprile 2003 con coppie trisettimanali Livorno Calambrone-Alessandria Scalo svolte mediante locomotive noleggiate da Trenitalia e ferrocisterne di proprietà.

Nel 2006 DFG risultava titolare di due delle tre coppie settimanali fra Alessandria Smistamento e Sannazaro de' Burgundi, svolte con locomotive Diesel a noleggio e di proprietà, nonché di un servizio regolare per il trasporto di gas compresso proveniente dalla Francia, fra Ventimiglia e lo stabilimento Lampogas, presso l'Interporto di Parma.

Nonostante una crescita e un consolidamento, nel 2007 per sopraggiunti problemi finanziari, l'azienda arrivò alle soglie del fallimento, rinascendo con il nuovo nome di Impresa Ferroviaria Italiana (IFI).

Era l'anticamera della fine, nonostante l'avvio di un servizio Latina–Domodossola per il trasporto di casse mobili per conto dello spedizioniere Hangartner. 
Pochi mesi dopo, infatti, la licenza di impresa ferroviaria intestata a IFI venne sospesa in maniera talmente repentina che una locomotiva di sua proprietà fu fermata a Latina per mesi, senza poter tornare a Domodossola.

Le tre 474 di Del Fungo Giera assieme e a una G2000, vennero poi rilevate da RailOne, altra ditta che entra di diritto nel nostro articolo.

L'impresa fu fondata nel 2005 dal gruppo Toto, con l'intenzione dichiarata di operare servizi ferroviari in concorrenza con Trenitalia nell'ambito del processo di liberalizzazione del mercato ferroviario.

L'avvio di servizi veri e propri curati interamente da RailOne con materiale ferroviario avvenne a partire dal 2012 con un trasporto lamiere in rotoli da Verona Porta Nuova a Chiasso Smistamento e uno con carri chiusi fra Prato e Chieti, avviando dal 27 settembre dello stesso anno un servizio regolare fra Chieti e Melzo Scalo con cadenza bisettimanale in sinergia con Sangritana per la terminalizzazione presso l'Interporto di Jesi. 

Il primo servizio merci regolare fu attivato nel 2013 fra Melzo Scalo e Bari Lamasinata.

Nel 2014 le attività di RailOne risultavano in espansione, con un servizio intermodale fra Lamezia Terme e Livorno che si affiancava a quelli di collegamento fra Melzo, Chieti e Bari e a quelli svolti collaborazione con NordCargo su una relazione Milano-Mantova.

Nel medesimo anno venne distaccata a Marcianise una G2000 per le manovre dei nuovi servizi per il trasporto di casse mobili da Bologna San Donato destinate alla Polonia, nuovo servizio attivato a marzo 2014; il mese successivo fu inoltre avviato un trasporto di pietrisco fra Orvieto e Ospitaletto-Travagliato destinato a cantiere della costruenda linea AV Treviglio-Brescia.

Nonostante una espansione che vedeva persino troppi servizi da realizzare in relazione al materiale rotabile posseduto, nel 2016 la società viene venduta a CFI - Compagnia Ferroviaria Italiana, che ne prende in carico anche i mezzi. 
La particolare livrea societaria sparisce qualche mese dopo, venendo rimpiazzata da quella di CFI.

Quella che forse non si può considerare "sparita" ma che comunque ha subito un cambiamento drastico è Linea Smart Business Ways.

Nel 2007, la società italiana Tiber.co e la slovacca Ti-Ferest, costituirono la società Linea che ottenne, tramite trasferimento e voltura, la licenza di esercizio ferroviaria rilasciata dal Cesifer alla prima impresa. Nel corso dello stesso anno, anche FHV entrò nella società e nel mese di agosto iniziò l'attività con l'esercizio del primo treno merci sulla relazione Ospitaletto–Lecco.

Nel gennaio dell'anno seguente, fu avviata un'altra relazione merci per conto della Medit trasportante GPL da Brindisi verso il nord-est italiano anche se mutamenti in seno alla società erano in arrivo, destinati a cambiarne il volto.

Nel dicembre 2008, la Ti-Ferest uscì infatti dalla compagnia, mentre Rail Cargo Austria acquisì il 55% delle azioni. Nel 2009 furono avviate altre tre relazioni merci, tra cui quella relativa al trasporto di oli vegetali tra Genova e Ferrandina.

Il 12 gennaio 2012, Linea fu ribattezzata Rail Cargo Italia, mentre la forma societaria fu trasformata da società per azioni (SpA) a società a responsabilità limitata (Srl).

Come in altri casi, anche in questo la modifica portò inevitabilmente all'abbandono della cromia arancione sulle locomotive della compagnia.

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