Come abbiamo avuto modo di documentare, l'ETR.252 ha avuto finalmente il futuro che merita, tornando all'antico splendore.

Molti sono saliti oggi sul carro del vincitore per parlare di questo treno, dimenticando i suoi periodi bui quando in pochi, tra cui noi, ne documentavano la pessima situazione.

Abbiamo iniziato a seguire le vicende dell'ETR.252 quando sembrava essere uscito dall'interesse delle Ferrovie dello Stato. Siamo nel 2000 e il treno, assieme al suo gemello ETR.253, viene accantonato a Napoli Campi Flegrei.

In occasione di un viaggio speciale che fa sosta nella stazione abbiamo l'opportunità di vederlo, coperto di graffiti, in stato di totale abbandono e vandalizzato in più punti. La carrozzeria e la vernice sono parecchio giù e non aiuta la vicinanza col mare né l'essere stato abbandonato all'aperto.

Per fortuna, mentre la fiamma ossidrica si accanisce forse con una scelta poco accorta sull'ETR.253, qualcuno si ricorda di avere un gioiello per le mani e decide di toglierlo da Napoli e di portarlo a Santhià per bonifica dai residui d'amianto presso le Officine Magliola.

Il trasferimento avviene il 28 giugno 2002 ed è curato dalla E.656.479 in livrea originale che è incaricata della trazione dall'inizio alla fine del percorso.

Dopo la bonifica, un elemento di testa viene esposto a Milano, sotto al Duomo, camuffato da ETR 301 "Settebello" con un opportuno restauro estetico (Ferrovie: Un servizio fotografico unico per l'Arlecchino ETR 252).

Completata questa esposizione - siamo nel marzo 2005 - il treno torna a Santhià e solo a fine agosto 2009 viene inviato presso una ditta di Cancello ed Arnone per il restauro esteriore completo e alla fine del 2009 viene esposto al Museo Nazionale di Pietrarsa durante la festa per i 170 Anni della Ferrovia Napoli - Portici.

Le vicissitudini, per questo convoglio così prestigioso, non terminano però qui, perché subito dopo i festeggiamenti, l'Elettrotreno rientra nella medesima ditta di Cancello ed Arnone per vedere completato il restauro.

Qui vengono effettuati lavori in garanzia sulla verniciatura che aveva manifestato qualche problematica.

In maniera del tutto inattesa, come un fulmine a ciel sereno, viene tuttavia messo sotto sequestro a seguito del fallimento della ditta incaricata delle operazioni.

La vicenda si risolve solo il 4 luglio 2013, quando la E.656.023 porta il convoglio da Cancello ed Arnone a Pistoia, nel deposito della Fondazione FS Italiane. Da qui, un successivo trasferimento avviene il 30 ottobre 2013 quando il treno da Pistoia scende a Roma per essere dislocato nella Rimessa Presidenziale insieme all'ETR.232.

Il resto è storia relativamente recente, dopo qualche anno di attesa, il 31 marzo 2016 lo storico elettrotreno viene inviato presso le OMS di Porrena dove riceve una perfetta riqualificazione completa sia internamente, sia esternamente, sia meccanicamente, oltre alle nuove apparecchiature per poter circolare in sicurezza.

Un viaggio travagliato, quello dell'ETR.252 nel corso degli ultimi 20 anni, ma che finalmente ha avuto il lieto fine che meritava.

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