Ci sono treni che in Italia proprio non ci si aspetta di trovare.

Non parliamo di treni internazionali, che capitano con i turisti, o per qualche ricorrenza speciale, ma di mezzi che per le loro caratteristiche tecniche o per la loro conformazione, sui nostri binari sono del tutto inattesi e difficili da trovare.

Alle volte si palesano per delle fiere di settore, altre perché vengono costruiti da ditte italiane, altre ancora per essere riqualificati, fatto sta che la loro presenza è sempre molto gradita dagli appassionati che raramente se li lasciano sfuggire.

Iniziamo a vederne qualcuno con la certezza che torneremo senza dubbio su un argomento che siamo sicuri piacerà anche ai non esterofili.

Uno dei mezzi più strani visto per giorni sui nostri binari è senza dubbio il Roger 1000

Si tratta di un rotabile a due carrelli, bimotore e con trasmissione Diesel/idraulica e dotato di una cabina di guida per lato realizzato per le ferrovie norvegesi dalla MerMec di Monpoli, vicino a Bari.
Con la sua sobria livrea grigio e nera, solo in seguito impreziosita da fasce gialle, gira nel 2000 in lungo e in largo per la Penisola, affiancandosi a rotabili delle Ferrovie dello Stato in accostamenti spesso curiosi.

La foto in alto di Lorenzo Pallotta lo mostra a Bologna, durante una delle tante corse prova, mentre la sua sagoma si staglia rispetto a quella più classica della E.632.039 che è alla testa di un treno regionale. 

Il Roger 1000 conduce prove anche in Direttissima, spingendosi fino alla velocità massima di 244 km/h coadiuvato anche da locomotive di Trenitalia come la E.402B.150 e la E.402B.132 prima di prendere la via della Scandinavia.

Spostandoci da tutt'altra parte d'Europa arriviamo invece a Venezia Mestre, dove nel 1998 si manifestano addirittura locomotive destinate alla Grecia.

Si tratta di due unità del Gruppo 220 delle ferrovie elleniche OSE che si basano sulla piattaforma Octeon di ADtranz e presentano caratteristiche simili a quelle italiane E.412 ed EU43.

Nel deposito lagunare, Rinaldo Portalupi immortala tre esemplari di queste macchine Diesel che sostano probabilmente in transito verso la destinazione, la A.472, la A.476 e la A.477. Per ironia della sorte queste macchine ancora sono in circolazione sui binari greci per la compagnia di bandiera che nel frattempo è diventata parte del Gruppo FS.

A titolo di curiosità vale la pena ricordare che sono macchine da 160 km/h originariamente marcate come da foto e solo dopo rinumerate nel Gruppo 220.

Un'altra presenza che non è passata inosservata dai visitatori della nostra gallery FotoFerrovie.Info è quella di un Velaro di Renfe a Milano Porta Garibaldi.

Siamo nel 2005 e la foto è ancora una volta di Rinaldo Portalupi. Il treno AV spagnolo è di fianco al bellissimo TGV Atlantique in livrea grigio e blu e vicino, in altri scatti, si vede anche il nostro splendido ETR 500 Politensione in cromia Eurostar AV a due livelli di grigio.

Non è il solo treno Renfe fermo nella stazione lombarda, visto che nei pressi c'è anche un Alaris che sarà pure meno veloce ma è altrettanto insolito sulla rete di RFI.

In questo caso c'è un complice ed è l'Eurailspeed 2005 che si svolge proprio a Milano che diventa quindi vetrina di rotabili normalmente visibili ad altre latitudini. La presenza, infatti, non si limita ai mezzi spagnoli, ma anche a quelli di altre nazioni, ma ci torneremo in un'altra puntata di questa rubrica.

Rimanendo nel campo dell'AV, del resto, il Velaro Renfe è arrivato anche oltre Bologna, spingendosi fino a Roma.

Siamo nel luglio del 2006 e si fa sempre più insistente la voce di una nuova compagnia ferroviaria che farà concorrenza a Trenitalia. Quella compagnia sarà fondata ufficialmente cinque mesi dopo, si chiamerà Nuovo Trasporto Viaggiatori ma tutti la riconosceranno come Italo.

Per mostrare il suo prodotto, invogliano a un acquisto che poi non si perfezionerà, la Siemens invia a Roma Termini tramite il Brennero il Velaro spagnolo 103 n.13.

A dire la verità, come mostra la foto di Lorenzo Pallotta, si potrebbe definirlo un "mini Velaro" visto che vengono inviati solo tre pezzi che contraddistinguono tre sezioni diverse del convoglio, Turista, Preferente e Club.

Il convoglio rimane esposto al binario 1 della stazione della Capitale per alcuni giorni, ma l'evento di marketing non ha successo. Per motivi piuttosto ovvi, NTV finisce per optare per gli AGV 575 e del Velaro a Roma rimarrà, almeno per ora, solo il ricordo per mezzo di fotografie.

Concludiamo questa carrellata con una carrozza dell'Est Europa.

Siamo ad Alessandria nel giugno del 1996 e in un tronchino, di fianco ad alcune carrozze UIC-X, viene dislocata una vettura ungherese, della compagnia statale MÁV, fotografata sempre da Rinaldo Portalupi.

Ha una livrea che la distingue da tutte le altre, rosso acceso con una fascia bianca e una scritta UHS. La carrozza è marcata 60 55 99-30 003-1 e UHS sta per Ultrahangos sínvizsgáló che in ungherese significa che è dotata di dispositivi ad ultrasuoni per la verifica del binario.

Di questa vettura si sa poco altro, se non che l'originale sarebbe stato costruito addirittura nel 1968, venendo riqualificata come carrozza diagnostica nel corso del 2001. Cosa ci facesse in Italia è un mistero, quel che è certo è che la sua presenza è stata tanto limitata quanto insolita.

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