Le E.550 erano locomotive elettriche a corrente alternata trifase a frequenza ferroviaria delle Ferrovie dello Stato italiane.

Furono progettate nell'ambito dell'elettrificazione, decisa già nel 1905 da Riccardo Bianchi, della importantissima linea di valico dei Giovi che collegava Genova con le aree a Nord per il servizio sia merci che viaggiatori.

Costruite in 186 esemplari tra il 1908 ed il 1921, operarono sulla rete ferroviaria italiana tra il 1908 ed il 1965 con una buona riuscita dovuta alle ottime prestazioni.

Come accade con tutti i mezzi, il parco delle E.550 vide una graduale riduzione tra il 1940 ed il 1995 e quindi una più drastica nell'estate del 1961, quando il 28 maggio venne convertito dal sistema trifase a quello a corrente continua a 3.000 Volt una consistente parte delle linee del compartimento di Torino, quali la Torino - Modane, la Torino - Alessandria e la Torino - Carmagnola.

Tra accantonamenti e demolizioni, si decise tuttavia per alcune unità di procedere con una trasformazione piuttosto insolita che diede vita a un gruppo esistente ancora oggi. Non di locomotive, tuttavia, ma di carri di servizio.
Quindici unità, infatti, vennero private delle apparecchiature elettriche e della trasmissione e dopo essere state trasformate nelle ruote e e zavorrate, vennero trasformate in carri spartineve.

Le prime unità andarono sotto la marcatura di Vnx 806.200 e 201 mentre le successive dal 210 al 222.

Il Vnx 806.218 che venne ricavato dalla E.550.023 ebbe tra tutti il destino più curioso. Esso infatti fu l'ultimo E.550 in servizio attivo fino a dicembre 1964 allorquando ancora prima della conversione in Vnx veniva utilizzato, opportunamente modificato, come spazzaneve sulla linea Bolzano - Brennero. Si trattava peraltro dell'unica unità del Gruppo in servizio in Alto Adige.

Nella loro storia i Vnx 806 hanno solcato molti dei binari della nostra Penisola, venendo dislocati in tutti gli impianti situati lungo le linee più soggette a forti nevicate e a fine carriera in attesa di decisione anche in località sperdute. Bussoleno, Cuneo, Tarvisio, Bolzano, Fortezza, Aosta e Calalzo ma anche Sulmona, Campobasso, Foggia, Bari, Milano e Solopaca.

La particolarità di questi mezzi permette di delineare poco la loro situazione attuale. Da quel che siamo riusciti a ricavare cinque unità su quindici sono sicuramente state demolite mentre otto risulterebbero ancora accantonate o assegnate a qualche Museo mentre di due si sono completamente perse le tracce.

E.550.086 Vnx 806.200 Bussoleno Precedentemente a Ceva, accantonato a Bussoleno, FERALP
E.550.115 Vnx 806.201 Tarvisio Museo Ferroviario Trieste Campo Marzio
E.550.002 Vnx 806.210 Bolzano/Fortezza Demolito Fortezza
E.550.022 Vnx 806.211 Sulmona Accantonato a Pistoia
E.550.053 Vnx 806.212 Campobasso Accantonato a Solopaca, poi demolito 2007
E.550.068 Vnx 806.213 Calalzo Accantonato a Calalzo PC
E.550.069 Vnx 806.214 Foggia Demolito?
E.550.122 Vnx 806.215 Aosta Accantonato ad Arvier dopo svio
E.550.178 Vnx 806.216 Potenza Accantonato a Potenza
E.550.131 Vnx 806.217 Sulmona Accantonato a Sulmona presso il raccordo Pavind
E.550.023 Vnx 806.218 Bolzano Demolito DL Bolzano 10/2000
E.550.027 Vnx 806.219 Bari Demolito?
E.550.171 Vnx 806.220 Bolzano Demolito
E.550.173 Vnx 806.221 Cuneo Museo Ferroviario Savigliano
E.550.175 Vnx 806.222 Milano Demolito Milano Sm. 09/1984

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