Come sappiamo, gli ETR 500 sono treni a composizione bloccata che tuttavia, alle volte, nei depositi, hanno bisogno di essere separati.

Spesso è anche necessario inviare un singolo elemento in officina, o in un altro deposito, siano esse carrozze o locomotive, e per fare questo si ricorre a trasferimenti insoliti e difficili da immortalare che meritano di essere documentati.

Questa procedura è sempre esistita, anche quando gli ETR 500 vestivano la livrea bianco, verde e grigio scuro, anche se, come ovvio, è stato più facile renderla immortale col divenire Frecciarossa, quando le comunicazioni su questo tipo di invii sono diventate più numerose.

Il trasferimento prevede sempre una locomotiva in testa, una vettura UIC-X Scudo appositamente attrezzata subito dietro, una o più vetture a seguire e un'altra UIC-X Scudo a chiudere.

L'utilizzo di queste particolari carrozze è dovuto alla differente altezza degli organi di accoppiamento e repulsione, che su queste speciali UIC-X sono da un lato all'altezza tradizionale e dall'altro più bassi. Inutile dire che l'accoppiamento deve essere fatto nella maniera corretta, senza quindi poter invertire il senso delle carrozze.

L'eccezione si ha se in composizione è presente una E.404. In quel caso, solitamente, questa macchina viene agganciata direttamente alla locomotiva trainante, visto che l'altezza è la stessa, mentre in coda rimangono una o più vetture UIC-X Scudo.

Alla testa dei convogli sono state da sempre utilizzate un po' tutte le macchine a disposizione ma principalmente le E.402B e le E.656, almeno fin quando queste ultime erano ancora in pianta stabile nel parco mezzi di Trenitalia.

Ovviamente questi trasferimenti non hanno interessato soltanto i treni di serie, ma anche i convogli diagnostici Aiace e Diamante di RFI, cosa che ha permesso di osservare delle composizioni ancora più particolari considerata la livrea Rosso Fegato delle UIC-X Scudo.

Una interessante tipicità che merita di essere ricordata, c'è stata col trasferimento della E.404.001, allora camuffata da Frecciarossa, ma ben distinguibile dalle unità di serie per la diversa fanaleria. In quel caso essa fu spostata da una E.656 con al seguito due vetture scudo.

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