Una procedura che oggi si è sostanzialmente estinta è quella del trasporto di detenuti via ferrovia.

Ai giorni nostri si preferiscono altri tipi di mezzi, eppure in un passato non troppo remoto la ferrovia copriva anche questo aspetto, con un regolamento specifico che è ancora oggi rintracciabile facilmente sul web, con una semplice ricerca sul sito di RFI.

Come era facilmente ipotizzabile, il trasporto dei detenuti e dei loro effetti aveva luogo, di regola, nelle carrozze cellulari ed in via eccezionale in compartimenti di 2a classe. Le carrozze cellulari appartenevano alle Imprese Ferroviarie, tranne quelle di più recente costruzione, come ad esempio le ALn DAP, che appartenevano invece al Ministero di Grazia e Giustizia pur essendo immatricolate nel parco FS.

Tale Ministero, peraltro, corrispondeva, per ciascuna carrozza, una quota giornaliera per spese di pulizia, lubrificazione, illuminazione, riscaldamento, disinfezione e disinfestazione.

La residenza delle carrozze cellulari era segnata sui longheroni, esattamente come per qualsiasi vettura, ma della dislocazione disponeva il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, il quale, d'accordo con le Imprese Ferroviarie, stabiliva i treni con i quali doveva effettuarsi il trasporto dei detenuti e le date in cui dovevano aver luogo quelli normali. Le traduzioni straordinarie, venivano di volta in volta comunicate agli uffici e alle stazioni interessate.

Ultimato il servizio di traduzione, le carrozze cellulari dovevano comunque essere subito inviate alla stazione di residenza.

Quando il trasporto dei detenuti non aveva luogo con carrozze cellulari, era consentita l'utilizzazione di uno o due compartimenti di 2a classe, purché in carrozza a compartimenti separati fino al soffitto. Solo quando non vi fosse stata la possibilità di provvedere in tal modo e si trattasse di caso urgente, poteva consentirsi l'uso di un compartimento di 1a classe declassato, sempre in una carrozza a compartimenti separati.

Per ovvie ragioni, non era invece ammesso il trasporto di detenuti con treni di mezzi leggeri perché la loro struttura non offriva le garanzie necessarie per questo genere di trasporto. Pertanto dove il servizio viaggiatori era è svolto soltanto con tali mezzi, il trasporto dei detenuti doveva aver luogo con carrozze cellulari da aggiungere ai treni merci, previ accordi con l'Arma dei Carabinieri; diversamente i trasporti non potevano proprio aver luogo.

Per quanto riguarda operazioni propedeutiche al trasporto, le stazioni che non disponevano di un apposito locale per custodire i detenuti, in attesa della partenza dei treni, potevano a tale scopo utilizzare la sala d'aspetto di 2a classe sebbene, per quanto possibile si dovesse evitare ai viaggiatori la vista dei detenuti facendoli salire e discendere dal lato opposto a quello in cui si svolgeva il normale servizio o effettuando dette operazioni quando la stazione era sgombra.

Ovviamente tutto veniva svolto in sicurezza, visto che ai militari che scortavano i detenuti era concesso di portare le armi cariche.

Come detto, oggi questo tipo di trasporto non esiste praticamente più. La sua fine è certificata dalla mancanza di qualsiasi carrozza cellulare e dalla radiazione anche delle ALn DAP che assieme alle prime sono ora soltanto parte di una ennesima curiosità della ferrovia che viene tramandata anche grazie ad alcuni esemplari di vetture preservate presso i musei.

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