Qualche giorno fa, Electrotren ha consegnato nei negozi il Trenhotel Talgo di Renfe, un convoglio che ci interessa da vicino, visto che veniva in Italia un bel po’ di anni fa.

La casa spagnola ha realizzato una confezione da sei elementi e quattro singole sfuse per completare il convoglio in Epoca IV, quando univa Barcellona e Milano come EuroNight 276/277 Pablo Casals, solitamente trainato, sui nostri binari, da una E.656 ovviamente in livrea originale.

Il set iniziale E3350 è composto da due generatori e quattro vetture letto. Ad esso si possono (devono) aggiungere almeno altre due carrozze letto (E3351 ed E3352) oltre alla vettura bar (E3353) e alla ristorante (E3354), per un totale di 10 elementi.

Questa composizione, non si può considerare realistica, poiché vede la presenza di tutti letti “Gran Clase” mentre nella realtà erano presenti anche segmenti più turistici.

Ad ogni modo, la composizione solo letti è assolutamente compatibile con il transito italiano nei primissimi anni di servizio, ma volendo ampliarla è possibile inserire anche almeno una vettura di prima classe e una di seconda, acquistabili anch’esse separatamente (E3280 ed E3281).

Parlando nello specifico del treno, c’è da dire che Electrotren torna su un suo cavallo di battaglia, con un convoglio che messo sul plastico fa una figura eccezionale.

La cromia delle vetture è ottima, così come il dettaglio che peraltro non è “totale” nemmeno al vero.

Le procedure di aggancio e di sgancio dei vari elementi sono molto semplici da eseguire e gli aggiuntivi si limitano ai cavi sui frontali dei due generatori.

Il convoglio da noi testato ha manifestato solo due problemi che si risolvono ma non senza qualche veemente imprecazione. Per prima cosa è sostanzialmente impossibile togliere il gancio ad occhiello di fabbrica. L’unico modo per farlo è tirare alla morte, col rischio, come accaduto a noi, di far staccare la molla del ritorno del gancio stesso.

Nulla di trascendentale, il convoglio si traina ugualmente, ma forse sarebbe stato meglio trovare una soluzione più intelligente per poterlo sfilare senza patemi e/o senza fare danni.

Il secondo problema è relativo alla circolabilità. Su due vetture gli incastri degli imperiali continuavano a collidere tra di loro portando allo svio, che siamo riusciti ad evitare solo inserendo ruote con un bordino di maggiori dimensioni.

Non aiuta, del resto, il poco peso delle vetture che essendo anche molto piccole tendono a uscire con facilità dalla sede, vetture che peraltro non c’è verso di appesantire, non essendo in alcun modo apribili.

Dobbiamo però dire che risolti questi piccoli problemi, il treno è stato in grado anche di affrontare le zone più impervie del nostro tracciato senza alcun problema, anche a velocità sostenute.

Per quanto riguarda la composizione, dovremmo avere questo ordine: generatore, 2° classe, 1° classe, letti, letti, letti, ristorante, bar, letti, letti, letti, generatore.

In testa, come detto, una bella E.656 a trainare il tutto. E la mattina successiva, sveglia a Milano o a Barcellona!

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