Qualche tempo fa alla prova scritta di un concorso nazionale diedero un tema con titolo “Racconta una prova di coraggio”. Un candidato presentò un foglio bianco con solo scritto sopra “Questa è una prova di coraggio”.

Non sappiamo se si tratti di una leggenda metropolitana, né se con il suo gesto il candidato abbia eventualmente convinto i giudici della commissione, quel che è certo è che avremmo la tentazione di fare qualcosa di simile anche per questa recensione.

In sostanza si potrebbe scrivere una sola parola: compratele.

Già, perché subito a un primo sguardo ci si rende conto che le nuove E.646 di Hornby Rivarossi sono un vero e proprio gioiellino che sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire.

Ma tanto per essere banali partiamo dall’inizio. Per la nostra analisi prendiamo a riferimento la E.646.157 “Navetta” in livrea MDVC, con vetri d’origine e smorzatori, ambientabile in Epoca V e declinata come articolo HR2771.

La scatola è la ben nota Rivarossi, per fortuna della giusta dimensione, ossia in grado di accogliere il modello, la bustina degli accessori, qualche foglio di istruzioni e null’altro, senza occupare inutilmente spazio. Un ottimo inizio.

Aprendola si registra una piccola mancanza, almeno secondo quanto ci è parso di capire. Ossia in alcuni esemplari era assente la spugna protettiva sopra all’involucro di plastica in cui è racchiuso il modello. Nulla di che, anche se abbiamo sentito qualche modellista lamentarsi e qualche negoziante correre ai ripari. Inutile dire che stiamo parlando di aria fritta.

Il modello è dunque contenuto ben protetto nell’involucro di plastica di cui sopra che si apre comodamente dal lato corto lasciando subito l’accesso al modello.

La prima cosa positiva che notiamo di questo incartamento è che c’è lo spazio per lasciare i ganci inseriti da entrambi i lati. Può sembrare una sciocchezza ma diversi modelli costringono ogni volta a un leva e metti che alla lunga rischia di diventare seccante, perché siamo dei gran signori e non vogliamo dire terribilmente palloso.

Aperto il modello, la meraviglia. Insomma la macchina c’è ma non si limita a questo, è semplicemente la E.646 che ci si para davanti 87 volte più piccola. Sarebbe inutile dilungarsi oltre. Le forme ci sono, l’impatto visivo è a dir poco ottimo e tutti gli elementi trasudano realismo. Niente da aggiungere.

Qualche nota particolare però la dobbiamo fare, anche per guadagnarci il pane per questa recensione. E vogliamo farla per i tientibene, davvero finissimi ma anche resistentissimi, per i mancorrenti vicino alla fanaleria che finalmente non si piegano solo a guardarli, ma anche per i pantografi che probabilmente sono tra i più belli mai realizzati a livelli industriali.

Nulla da dire sulla riproduzione dei frontali che è perfetta con i finissimi tergicristalli e gli altrettanto fini sbrinatori ma nemmeno sull’imperiale e sulla riproduzione qui presente del cavo AT.

Ah, tornando ai frontali non è una novità ma abbiamo gradito la sporcatura del piatto dei respingenti, che è lapalissiano definire una sciccheria, così come c’è da mettere a registro la presenza dei supporti reggitabella, finalmente parte della cassa. Ci sono piaciute le condotte, finalmente fini e non dei tronchi come siamo abituati a vedere. Meno il gancio. Rivarossi ha in casa quello snodato, da inserire assolutamente al posto di quello dato di fabbrica.

Fini e ben realizzati anche i carrelli, con gli smorzatori e le targhette con i numeri dei motori, così come le fiancate, con le griglie e gli sportelli davvero ben incisi.

Bello tutto, ma la livrea? Convincente, non c’è che dire. I colori a nostro modo di vedere sono coerenti e risultano ovunque ben applicati e ben si sposano con minima differenza con quelli delle vetture proposte anche da altre ditte fermodellistiche. Molto nitide le scritte, leggibili anche senza "aiutini" e dal carattere giusto così come molto bello è il fregio frontale a rilievo e dalla forma corretta.

A livello meccanico la macchina scorre che è una meraviglia e col suo peso di 552 grammi è in grado di trainare praticamente qualsiasi cosa, anche la vostra auto se restate in panne. Dal punto di vista elettrico la loco può accogliere un 21 poli per il DCC e prima che ci dimentichiamo, ci pare assolutamente ottima la tonalità delle luci, sia bianche che rosse.

Per la gioia di grandi e piccini, il modello viene fornito pronto per essere utilizzato, quindi sostanzialmente senza dover esser aggiuntivato. La bustina presente nell’incasso comprende infatti solo il necessario per rendere realistica anche la testata che viene di fabbrica fornita modellistica oltre alle sabbiere che però sul carrello lato scaletta di salita del PdM si possono montare solo su modello statico.

In tutta questa buriana di complimenti veniamo ai difetti.

E questo è tutto.

Il modello, così come le altre versioni è disponibile sia in analogico che in versione sound. Ora la speranza è che Rivarossi si metta a produrne anche altre versioni, anche perché quelle appena uscite pare siano andate letteralmente a ruba.

Per noi è tutto. Pace, amore e gioia infinita.

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