Diciamoci la verità, uno dei tanti difetti di molti plastici ferroviari italiani e stranieri è che quello che ci gira sopra sembra appena uscito di fabbrica.

Treni pulitissimi, intonsi, che se per il materiale automotore moderno può avere un senso non si può dire lo stesso per i carri merci, o ancora meno per quello che trasportano sopra.

Partendo dal presupposto che chi scrive ha la manualità di un posacenere e sa benissimo che ci sono “mostri sacri” nella sporcatura, abbiamo pensato comunque di proporvi l’invecchiamento di uno dei materiali trasportati che più risulta giocattoloso senza sporcatura, i container
Il tutto per la serie “se ci siamo riusciti noi potete farcela anche voi!”.

La nostra osservazione dal vivo propedeutica all’inizio dei lavori ha portato a risultati inattesi. La maggior parte dei container sono abbastanza sporchi mente solo una minima parte sono sporchissimi o ridotti a una vera schifezza.

Quel che è certo è che quasi nessuno è completamente pulito, cosa che ci obbliga a mettere mano su questi parallelepipedi che con un intervento manuale anche piuttosto semplice possono solo che acquisire realismo.

Il nostro lavoro parte con la riproduzione del vissuto sulle scritte. Solitamente tutte sono ben leggibili nel loro insieme, ma ovviamente, essendo i container sottoposti ad ogni tipo di intemperia, la prima cosa che viene danneggiata sono proprio i loghi del trasportatore.

Per questo motivo, con un una punta fine abbiamo realizzato qualche incisione nelle scritte, togliendo alcune porzioni di tampografia, laddove non andando a creare dei veri e propri graffi come visibile in sporadici casi.

 

Fatto questo abbiamo realizzato le toppe di colore. Non è infatti infrequente vedere che sui container che si osservano in giro per l’Europa siano stati fatti dei rattoppi, probabilmente in seguito a qualche botta.

Solitamente viene utilizzata una vernice con una tonalità simile a quella che si deve rattoppare, ma quasi mai identica. Questo crea effetti di scuro su chiaro o chiaro su scuro che sono molto caratteristici da riprodurre.

Per fare anche più di una di queste toppe, basta utilizzare il nastro di carta per mascherature, lasciando libera la superficie da verniciare. Una volta applicato per bene, vi consigliamo di spingere con le unghie il nastro lungo le scanalature, per evitare che la vernice possa colarvi dentro.

Fatto questo, noi per verniciare abbiamo utilizzato normalissime bombolette spray di quelle che si trovano dovunque, con una passata per lato da circa 20 centimetri senza esagerare.

Lasciato asciugare si può togliere il nastro e se tutto è stato fatto correttamente le toppe risulteranno in bella evidenza. È importante notare che non è necessario che sia tutto perfetto, visto che anche al vero esse non sempre hanno confini ben definiti o brillino per precisione…

Fatto questo e una volta accertato che sia tutto asciutto, si può procedere con la sporcatura vera e proprio che noi abbiamo messo in pratica con le terre. Per lo scuro ci siamo affidati alla MIG P023. Con una spugnetta abbiamo sparso la terra lungo i cinque lati, insistendo maggiormente sui punti più nevralgici. Lo sporco tende infatti a concentrarsi in basso e negli angoli, anche se abbiamo visto container che erano sporchi ovunque.

Anche qui è assolutamente obbligatorio dare spazio alla fantasia. Si può fare una sporcatura leggera o più pesante, anche concentrandosi su punti specifici, senza dover necessariamente alterare tutti i container in eguale maniera.

Una volta fatto questo, con la terra MIG P024 e un pennellino a punta fine leggermente bagnato, abbiamo realizzato alcuni tocchi di finta ruggine. Essa si presenta principalmente sugli angoli sia superiori che inferiori ma in molti container la abbiamo vista anche sui longheroni o dove capitava, con una maggiore incidenza ovviamente nelle giunzioni.

Anche in questo caso è importante non esagerare. I container normalmente in circolazione hanno tutti un po’ di ruggine ma raramente ne sono devastati. Volendo, tuttavia, si può “andare oltre” per quei container che alle volte vengono lasciati negli scali ad uso degli operai rispetto ai quali la manutenzione è decisamente inferiore.

Una volta applicata la sporcatura desiderata è necessario applicare del trasparente opaco che svolge due compiti insieme, fissare le terre ma anche togliere l’aspetto lucido della plastica usata di fabbrica.

Per questa operazione noi siamo ricorsi al Topcoat Flat Matt di Mr. Hobby che trovate come le terre nei migliori negozi di modellismo, entrambi non nello scaffale “prodotti economici”.

Lasciato asciugare il trasparente, il container è pronto per essere caricato su un carro merci o per fare bella mostra di sé impilato assieme ad altri su un plastico, a simulare quei “muri” che si vedono andando nei porti raccordati con la ferrovia.

Al di là della spiegazione di come procedere ci sentiamo di darvi un ultimo consiglio. Sia durante che dopo la sporcatura, maneggiate sempre i container con i guanti per evitare di lasciarvi le impronte digitali sopra. Quelli indebitamente utilizzati per prendere la frutta nei supermercati sono in realtà stati fatti apposta!

Buona sporcatura!!

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