Scoprendo l’acqua calda vi confermo sin da subito che il Giappone è un paese meraviglioso che merita senza alcun dubbio di essere visitato almeno una volta nella vita e Tokyo ne racchiude l’essenza più profonda. Il periodo migliore per andare nel paese del Sol Levante è in primavera durante la fioritura dei ciliegi ma in queste poche righe tenterò di segnalarvi le altre cose da vedere se vi trovate nella capitale.

Prima di tutto, se siete qui, vorrete sapere qualcosa in più sui treni. Ovunque vi giriate a Tokyo troverete una stazione ferroviaria o metropolitana con treni che veramente si immagina di vedere solo nei cartoni animati. Gli Shinkansen, i treni proiettile, sono letteralmente uno appresso all'altro e viaggiano sostanzialmente a ritmo continuo durante la giornata. Sfortunatamente il Giappone vede la presenza quasi esclusiva di questo tipo di rotabili che si alternano alle Elettromotrici per servizi regionali quindi scordatevi di base di trovare con facilità la tipica configurazione occidentale locomotiva più carrozze.

Le stazioni di Tokyo sono molto simili alle nostre ma le linee veloci sono separate da quelle lente laddove i convogli non effettuano fermata e solitamente rialzate. L'accesso agli impianti è regolato dall'acquisto di un biglietto ma se entrate per fare foto e poi riuscite vi viene restituito quanto pagato.

Cercando con attenzione, il centro di Tokyo è pieno di locali con terrazze che se frequentati al momento giusto permettono di fotografare gli Shinkansen in tutto il loro splendore. Con un po' di pazienza si alternano un po' tutte le serie, anche se quelle più vecchie e più nostalgiche oggi non sono più in servizio, rimpiazzate da quelle sempre più moderne e con i frontali sempre più affusolati. Trovarsi al cospetto di uno Shinkansen per un occidentale è una esperienza decisamente nuova. Treni simili sembrano usciti da un fumetto e anche se oggi siamo abituati anche noi a frontali sempre più aerodinamici questi sembrano decisamente più avveniristici.

Lo stesso non si può dire per i convogli regionali che sono sostanzialmente dei rotabili privi di gusto estetico anche in funzione del ruolo che devono svolgere. Unica eccezione il NEX - Narita Express, il treno che collega l'aeroporto di Narita al centro di Tokyo che ricorda vagamente i Koploper olandesi con la cabina rialzata e la possibilità di accoppiare più unità con corridoio passante.

Insomma se venite nella capitale del Giappone non avrete difficoltà a tornare con qualche foto di Shinkansen ma dedicate tempo anche a tutto il resto perché come state per scoprire, ne vale davvero la pena. 

Tokyo è una città enorme che alterna grattacieli che sembrano non avere fine a piccoli templi che vi si affiancano quasi sparendo. Non è difficile trovarne in giro per la città, così come non è difficile vedere persone che davanti ad essi si raccolgono in preghiera anche nel bel mezzo della giornata. Un’altra cosa che testimonia la profonda spiritualità dei giapponesi sono gli Ema, piccole tavolette di legno su cui i credenti shintoisti scrivono preghiere o desideri che è possibile trovare appese nei pressi dei templi stessi.

Come ogni capitale che si rispetti anche Tokyo è piena di attrattive turistiche, tutte molto famose, ma tratterò solo quelle che mi hanno più colpito per evitare di vedervi cambiare blog dopo la bellezza di 10 righe.

Una delle più visitate è la Tokyo Tower, una torre per telecomunicazioni e panoramica situata all'interno dello Shiba Park. Grazie a dei rapidi ascensori si arriva ben presto all’osservatorio speciale situato a 250 metri di altezza da dove è possibile dominare con la vista l’intera città. Chi ha progettato la struttura ha pensato bene di realizzare alcune parti del pavimento con vetro trasparente, cosa che permette, a chi non soffre di vertigini, di “camminare” letteralmente nel vuoto. A me, che ne soffro anche salendo su un marciapiede, è stato necessario portarmi giù “di peso”. Io vi ho avvisato.

Altra attrattiva da non perdere è il mercato di Ueno. Come è facile intuire si tratta di una distesa sconfinata di bancarelle di ogni tipo che vendono letteralmente qualsiasi cosa. Souvenir ma anche prodotti tipici e mille sono i ristoranti principalmente a base di sushi che la sera con le loro lanterne arancioni rendono l’atmosfera a dir poco magica. Una cosa che vi servirà certamente per visitarlo è un paio di gambe ben allenate, quello che non vi servirà è invece la carta di credito a meno che non dobbiate usarla per aprire qualche porta stile MacGyver.

Personalmente ho provato a pagare una borsa (si, ci sono uomini etero che comprano borse…) con la carta di credito. La prima reazione del simpatico venditore è stata di sorpresa e la seconda di mandare a chiamare qualcuno che sapesse come farla funzionare. A questa seconda persona se ne è aggiunta presto una terza, una quarta e poi una quinta, tutte con un’idea diversa sul modo in cui interagire con quel curioso rettangolo di plastica. Alla fine, constatato che il capannello di gente che si passava la mia povera carta di mano cresceva ogni minuto esponenzialmente e con la consapevolezza che di quel passo sarei rimasto lì fino al successivo Natale, ho optato per un più amichevole quanto rapido pagamento in contanti, scatenando reazioni di giubilo incontrollato. Se Atene piange, però, Sparta non ride per cui qualcosa di analogo posso dirvelo anche per le carte bancomat. In Giappone, infatti, diversi sportelli funzionano solo in determinate ore del giorno, quindi se alle 3 di notte vi servono degli Yen per pagare qualcosa - e non voglio sapere cosa - correte il rischio di dover trovare soluzioni alternative per risolvere la vostra necessità. Rispetto al bancomat, ovviamente, non siate maliziosi.

Un’altra attrattiva che vi suggerisco di visitare in fretta visto che lo stanno spostando, è il mercato del pesce di Tsukiji. In questo enorme fabbricato avvengono ogni mattina all’alba le aste di pesce ed è possibile vedere scene surreali tra tonni tagliati a metà e invasati che strillano - soldi alla mano - per acquistarli. Assolutamente suggerite delle scarpe chiuse e un ottimo stomaco perché alla lunga l’odore di pesce tende a risultare un filo stomachevole. Giusto un filo.

Un giro che merita va fatto al Palazzo dell’Imperatore per arrivare al quale si può passare per i quartieri più famosi di Tokyo come Shibuya, Shinjuku o Harajuku dove girano le cosplay, ossia ragazze che si vestono come i personaggi dei fumetti ma dove non è impossibile imbattersi anche in personaggi assolutamente degni di nota come questa signora che teneva un attonito cane nel passeggino.

Se siete appassionati di tecnologia Tokyo è una specie di paradiso visto che esistono interi grandi magazzini dedicati all’argomento. Vi stronco però subito ogni velleità perché i prezzi sono simili a quelli che si trovano in Italia con l’aggravante che se si acquista lì si ha anche una fantasmagorica garanzia extra europea molto comoda da far valere in caso di guasto…

I giapponesi sono davvero molto gentili, alle volte anche troppo. All’uscita dei grandi magazzini mi è capitato spesso di vedere un dipendente pagato probabilmente quasi esclusivamente per effettuare un inchino ad ogni visitatore. A tal proposito mi è ancora rimasto il dubbio sul materiale con il quale gli abbiano costruito la schiena, visto che la mia alle volte sembra essere stata presa a badilate anche dopo una banale dormita. Annovero questa cosa tra i “Misteri del Giappone”.

La bellezza di Tokyo è dovuta anche ai suoi parchi e tra tutti merita una visita quello di Shinjuku che però è forse quello più occidentalizzato. Più orientali quelli di Ginza e di Marunouchi ai quali se avete tempo potreste dedicare una visita. Al loro interno è facile imbattersi in chioschi che vendono cibo tra cui ovviamente il sushi sul quale è sempre preferibile puntare visto che sul resto si va letteralmente a fiducia. Un problema notevole è infatti costituito dalla lingua poiché solo le cose più importanti sono tradotte in inglese, idioma peraltro quasi del tutto sconosciuto anche ai giovani. Resta il sempreverde linguaggio dei gesti relativamente al quale peraltro noi italiani risultiamo agevolati di natura.

Sulla voce Wikipedia relativa alla parola “economico” state pur tranquilli che non troverete la cartina del Giappone. Tutto quello che è necessario per sopravvivere ha un costo notevole, tranne il sushi, anche se andando a mangiarlo in ristoranti ad hoc è facilissimo spendere anche 100 euro/cranio.

Il consiglio che mi sento di darvi, per concludere, è comunque quello banalissimo di girare molto e di osservare davvero ogni cosa perché in questa meravigliosa città è facilissimo imbattersi in tutto e nel contrario di tutto. Nel giro di pochi metri si può capitare nel bel mezzo di un tipico matrimonio giapponese e subito dopo essere al cospetto di una automobile con una papera sul tetto che transita sulla strada che conduce al monumento con la fiamma di Hiroshima e Nagasaki...

  

Il viaggio da Roma è senza scalo e dura circa 14 ore. Il ritorno, andando verso occidente, si affronta con più facilità mentre il vero dramma è l’andata, poiché si parte di giorno e si arriva di giorno. Le prime 8 ore passano abbastanza lisce tra una dormita e un film, dopo 10 svanisce l’adrenalina del viaggio mentre dopo 13 ci si porta avanti studiando su carta il Seppuku, l’antico rituale per il suicidio in uso tra i samurai. Per fortuna con un’altra ora si giunge a destinazione altrimenti si avrebbe la forte tentazione di mettere in pratica quanto appena imparato.

Insomma, se il vostro spirito di avventura va oltre la gita organizzata a Casaletto Vaprio con simpatica dimostrazione di prodotti tipici e non necessitate di una nuova batteria di pentole, prendete in seria considerazione il Giappone, potrebbe valerne la pena. Sayonara!!

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