Tanto per fare qualcosa di nuovo a pagare potrebbero essere le ferrovie.

Questo il "grido di dolore" che lancia Ferpress in un interessantissimo editoriale di oggi.

"I contenuti reali della Legge di Stabilità ancora non ci sono, e quindi si lavora sulle anticipazioni, che comunque non sono campate in aria", scrive l'agenzia. "I nuovi saldi di bilancio messi su per evitare la procedura d’infrazione prevedono una serie di misure e alcune riguardano in particolare le ferrovie".

"Un giornale titola addirittura 'Via il grosso degli investimenti per ammodernare le ferrovie' e c’è solo da sperare che non sia così, anche se le anticipazioni fornite dallo stesso giornale non tranquillizzano per niente: il taglio sarebbe di 600 milioni nel 2019, che salirebbero a 800 milioni dal 2020 al 2024. Un totale che arriva alla cifra di 3,8 miliardi di euro su un totale di 4,2 miliardi 'sacrificati' agli investimenti sulle infrastrutture per tener conto degli equilibri e riuscire a finanziare le altre misure di spesa".

"Se la notizia fosse vera - prosegue Ferpress - cadrebbero molti degli alibi sulla discussione 'grandi opere no', piccole opere per migliorare e ammodernare la rete esistente sì. Questi investimenti, infatti, fanno inevitabilmente parte del Contratto di programma che RFI-Rete Ferroviaria Italiana e che – per colmo di paradosso – è stato appena vidimato dal Parlamento e approvato in tutte le sue scelte".

Per l'agenzia, insomma, se fosse tutto confermato, si andrebbero a intaccare gli investimenti per migliorare sia il traffico merci che quello dei pendolari.

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