Nei giorni passati, la Camera dei Deputati ha dato il via libera alla legge che istituisce in Italia le “Ferrovie turistiche” con il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione che passano attraverso aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Il testo della legge, che ora passa all’esame del Senato, crea e regolamenta la ferrovia turistica attraverso la predisposizione di una serie di regole standard e mirate rispetto alla particolarità del viaggio, dei mezzi e delle infrastrutture utilizzate.

Stiamo parlando di circa 1300 chilometri di linea ferrata da tempo dismessi per il trasporto ordinario, molti a scartamento ridotto, non elettrificati e quasi tutti a binario unico, su cui i treni, il più delle volte trainati da locomotori a vapore, viaggiano a basse velocità attraversando grandi territori, anche montani, di diverse regioni italiane, quasi sempre difficilmente accessibili ad altri mezzi di trasporto.

La legge individua le ferrovie che possono essere classificate ad uso turistico: si tratta esclusivamente delle tratte ferroviarie dismesse e sospese, e non è quindi possibile classificare come linea ad uso turistico una tratta ferroviaria aperta al traffico commerciale. Sono previste norme specifiche per il materiale ferroviario che dovrà viaggiare sulle linee turistiche individuate e prescrizioni specifiche in materia di sicurezza.

Al momento sono diciotto le ferrovie turistiche elencate dalla legge e diffuse in tutto il territorio nazionale: Sulmona-Castel di Sangro; Cosenza-San Giovanni in Fiore; Avellino-Lioni-Rocchetta Sant'Antonio; Sacile-Gemona; Palazzolo-Paratico; Castel di Sangro-Carpinone; Ceva-Ormea; Mandas-Arbatax; Isili-Sorgono; Sassari-Palau Marina; Macomer-Bosa; Alcantara-Randazzo; Castelvetrano-Porto Palo di Menfi; Agrigento Bassa - Porto Empedocle; Noto-Pachino; Asciano-Monte Antico; Civitavecchia-Capranica-Orte; Fano-Urbino.

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