Raffiche di critiche per la decisione di Trenitalia di confermare gli abbonamenti mensili per i pendolari dei Frecciarossa aumentando però il loro costo in media del 35%. Al momento si contanto esposti all'Antitrust, lettere di protesta di sindaci e presidenti di Regione e non è escluso un intervento diretto del Governo.

Le reazioni sono trasversali a tutto lo schieramento politico. Il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, annuncia un pressing nei confronti di Trenitalia mentre la giunta Appendino a Torino sta studiando la possibilità di attuare la proposta di Arenaways di un collegamento ferroviario veloce con nuovi treni che dovrebbero utilizzare le tracce lasciate libere dai Frecciabianca. Protesta anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Le proteste dei pendolari hanno trovato invece sfogo nelle associazioni di difesa dei consumatori. Tra esse il Codacons ha presentato un esposto all'Antitrust con la richiesta di verificare la «correttezza del provvedimento assunto da Trenitalia alla luce della posizione dominante della società nel settore dei trasporti ferroviari in Italia» mentre Federconsumatori annuncia «a fronte del silenzio delle istituzioni e del ministero» un'iniziativa di protesta.

Trenitalia, tuttavia, difende la sua scelta e lo fa principalmente con i numeri: ieri nel primo giorno della campagna di abbonamenti per febbraio sono stati venduti circa mille tagliandi sui quasi 7.000 abituali. «Un aumento del 35% può apparire eccessivo - sostiene Barbara Morgante, amministratore delegato - ma non lo è altrettanto il suo valore assoluto poiché il prezzo di partenza era davvero contenuto e in molti casi invariato da sei anni». Dal suo punto di vista, poi, «il confronto più adeguato è con la formula lunedì-venerdì senza limitazione di fascia oraria: in questo caso l'aumento si attesta sul 20%». E aggiunge: «Chi viaggerà nella fascia oraria di morbida spenderà meno di oggi! In un mercato liberalizzato quale il nostro, siamo gli unici ad aver mantenuto l'abbonamento. Anche all'estero, ove presenti, i prezzi degli abbonamenti, oltre ad essere più elevati, non garantiscono livelli di risparmio paragonabili ai nostri: l'abbonato paga ogni corsa dal 70% a oltre l'80% in meno del singolo biglietto a prezzo base».

Ricordiamo che NTV, invece, ha deciso di cancellare gli abbonamenti per i fruitori di Italo.

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