Mai come negli ultimi anni si sta vivendo un periodo di grandi cambiamenti in seno a Trenitalia. La novità maggiore, tuttavia, è che questi cambiamenti non stanno interessando solo le linee ad Alta Velocità e i treni che vi circolano sopra ma anche e soprattutto i convogli per i pendolari che stanno subendo uno svecchiamento mai visto prima.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al ritiro dal servizio di numerosi gruppi di automotrici che, se da appassionati ci piaceva veder girare e fotografare, da viaggiatori ci risultavano anacronistici e non più al passo con i tempi sia a livello di confort che di tecnologie. Abbiamo quindi detto addio alle ALe 803 (1961) e alle ALe 801/940 (1975) e stiamo per salutare definitivamente anche le ALn 668.1800 (1971) e le ALe 724 (1982).

A fronte di questi pesanti addii una intera flotta di nuovi convogli si è affacciata sui nostri binari donando ai pendolari inevitabili miglioramenti sotto tutti gli aspetti. La flotta attuale prevede 127 automotrici elettriche denominate "Jazz" distribuiti tra Trenitalia e Trenord in varie versioni tra cui anche quella aeroportuale e 40 automotrici Diesel denominate "Swing" ed assegnate a diverse regioni. Si tratta di mezzi moderni ed effcienti (se si esclude qualche difetto di gioventù ormai risolto soprattutto sugli "Swing") che sono stati introdotti da non più di 3 anni sui nostri binari.

Ma il rinnovamento non finisce qui e questa è forse la novità più grande. Per il 2019 è previsto l'avvio dei servizi dei nuovi "Caravaggio" realizzati da Hitachi Rail Italy a due piani e costruiti in ben 300 esemplari e contestualmente dovrebbero entrare in funzione anche 150 convogli realizzati da Alstom il cui nome dovrebbe essere "Armonia".

A quanto già detto bisogna aggiungere che nel frattempo proseguono le consegne dedlle carrozze Vivalto che pur non essendo materiale bloccato come quello finora descritto, contribuiscono a rendere migliore il traffico pendolare.

Se dal punto di vista dei mezzi il rinnovamento è palese, forse meno evidente ma altrettanto marcato è quello delle linee ferroviarie. Lavori per migliorare la circolazione e renderla più fluida sono in corso in molte parti d'Italia ed un esempio su tutti è rappresentato dalla trafficatissima tratta tra Roma e Orte. Questa linea, finora esercita con un sistema di blocco manuale datato 1930, è in questi giorni oggetto di una riqualificazione che permetterà di avere teoricamente un treno ogni 3 minuti a fronte dei 7 oggi necessari.

Una ultima considerazione vale la pena spenderla sulla "diffusione" di queste novità. Si dice spesso che tutto quello che è moderno viene inviato al nord Italia o a Roma. Ebbene i nuovi Jazz e Swing sono in servizio ogni giorno regolarmente in Sicilia, in Calabria, in Campania, in Puglia e in Basilicata e lavori di aggiornamento sono in essere anche in queste regioni, ad esempio sulla importante arteria tra Caserta e Foggia.

Inutile dire che ancora c'è molto lavoro da fare e diverse zone d'Italia meritano i riflettori più puntati ma se queste sono le premesse il futuro del trasporto ferroviario italiano non può che portare ad un maggiore ottimismo.

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