Dopo 19 giorni dall’entrata in funzione della linea ferroviaria Sacile - Maniago, i pendolari continuano a denunciare i disservizi.

“La situazione ha raggiunto livelli imbarazzanti, mai visti in Fvg. La linea ferroviaria ormai fa notizia anche fuori regione vista la mole di episodi di disservizio. Nelle prime due settimane il tasso delle soppressioni è stato pari al 13,8% (media Fvg dello 0,8%), una puntualità entro i 5 minuti del 64,6% (media Fvg del 95%) e una puntualità entro i 15 minuti del 74,9% (media Fvg 99,3%). L’indice di disservizio tra soppressioni e ritardi si attesta al 49% dei treni programmati, se non un record nazionale ci siamo molto vicini”, continuano i pendolari del Comitato Alto Friuli. “Dati che rischiano ora di far precipitare a livello nazionale le prestazioni della Direzione Fvg Trenitalia, che da quasi due anni si trova ai vertici della classifica per affidabilità e puntualità”.

“Anche la terza settimana è iniziata come le precedenti: mercoledì, dopo la pausa natalizia, si sono verificate due soppressioni e due ritardi superiori ai 10 minuti. Ieri, le soppressioni sono state ben 4 e hanno coinvolto i treni della mattina. Oggi altri problemi con due treni soppressi, il R24868 e il R24869 che si è fermato a Montereale. Tutti disagi causati da problemi tecnici derivanti dalla fragilità dell’infrastruttura ferroviaria, che non appare pronta a supportare l’esercizio. La linea è stata ammodernata per quanto riguarda l’armamento, ma non ancora per gli impianti di segnalamento, i quali risalgono ai primi anni ’90. Una struttura che in questo momento non riesce a reggere il numero elevato di treni (20) programmati, quasi il doppio rispetto al passato”, continuano dal Comitato.

“La situazione è divenuta inaccettabile e non può essere definita di ‘rodaggio’, come è stata giustificata dall’Assessore regionale Mariagrazia Santoro, considerato che un servizio pubblico non ammette rodaggi di sorta. Le prove in linea sono state effettuate solo nei tre giorni precedenti l’inaugurazione; troppo poco per testare l’affidabilità della linea. Preferibile sarebbe stato prevedere un periodo di pre-esercizio maggiore. Oggi – continuano i pendolari - abbiamo inviato ai Sindaci di Maniago, Montereale, Aviano, Budoia e Sacile, la petizione con 759 firme raccolte tra gli studenti dei poli di Maniago e Sacile e da alcuni utenti, con la quale si chiedono precise garanzie sul servizio (dall’apertura immediata delle sale d’aspetto in stazione, a maggiori informazioni sul territorio, alla modifica degli orari). La petizione è già stata consegnata all’Assessore Santoro nel corso della trasmissione Elettroshock di Telefriuli”.

Oltre ai problemi infrastrutturali della linea, la situazione più critica per gli utenti è quella legata alle sale d’aspetto in stazione ancora chiuse. “A Maniago la situazione più vergognosa: la sala è pronta, ma mancano le sedie. Mercoledì un gruppo di 30 ragazzi è stato costretto ad attendere il treno sotto un diluvio, non una novità per gli utenti, visto che questa scena si ripete ormai dall’11 dicembre. Un problema già noto al Sindaco Andrea Carli: non crediamo sia un problema per il Comune trovare 20 sedie o alcune panche da sistemare all’interno della sala d’aspetto e garantirne l’apertura”.

“Ci hanno accusato di diffondere sulla stampa notizie false, ora dati alla mano, non solo ciò che dicevamo su orari e campagna informativa si è purtroppo avverato, ma la situazione è ancora peggiore di quanto ipotizzato. Una superficialità e una mancanza di organizzazione che salta agli occhi di tutti: emblematico è che dopo 19 giorni ci sono ancora punti vendita che non sono al correte della tariffa promozionale e cittadini completamente disinformati su questo nuovo servizio. La ferrovia ormai è diventata solo un motivo di scontro tra fazioni, tra chi la vuole e chi no”, proseguono i pendolari.

“Una situazione determinata dalla fretta di inaugurare la linea solo per motivi elettorali, senza aver pianificato e programmato nulla. Se questi sono i presupposti sarà molto difficile sviluppare un progetto di rilancio socio-economico sul territorio attraverso la valorizzazione turistica. Il rischio molto elevato è di rovinare quanto di buono fatto in questi cinque anni… la smania di utilizzare la ferrovia per altri scopi ha fatto fare una gran brutta figura al Friuli Venezia Giulia e alla Pedemontana, diventata ormai una barzelletta ferroviaria nazionale”, conclude il Comitato.

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