Torniamo a parlare della ferrovia nel 1984.

In un precedente articolo avevamo visto cosa succedeva sui binari italiani nel primo semestre dell'anno (Ferrovie: il tempo che passa, consegne e alienazioni nel 1° semestre del 1984), ora vediamo cosa accade nel secondo.

È una ferrovia molto diversa da quella che conosciamo ora. È fatta di nuove immissioni di locomotori e di carrozze più che di automotrici bloccate, anche se non mancano anche queste ultime con le elettroniche che si affacciano in entrambi i campi.

Dal punto di vista del materiale rotabile è ancora il semestre delle E.656 che vengono consegnate in buon numero e delle E.633 che sono sempre più presenti nei depositi italiani per la disperazione dei macchinisti a causa del gran numero di riserve, sebbene in questo periodo ne vengano consegnate soltanto un numero sparuto.

Mesi di uscita invece per le D.145 da manovra con il TIBB che ne sforna circa una al mese della serie 2000 ma soprattutto per le 214 che FIPEM, Greco, Badoni e San Giorgio consegnano in buona quantità. Molte meno sono invece le 245 che si limitano ad infoltire il parco dei mezzi da scalo delle Ferrovie dello Stato.

Non mancano nuove automotrici, visto che nei sei mesi della seconda parte dell'anno, arrivano sui binari una dozzina di ALe 724 e un numero ancora maggiore di rimorchi Le 884, tutti da Fiore, mentre FIAT fa uscire dai suoi stabilimenti una decina di ALn 663.

Come detto a inizio articolo, sono però anche gli anni delle carrozze che ancora danno spettacolo lungo la rete della penisola. Senza entrare troppo nel dettaglio vengono consegnate Medie Distanze a Vestiboli Estremi tanto di prima quanto di seconda classe e UIC-X di prima, di seconda, cuccette e bagagliaio. Ad esse si aggiungono, anche se in minore numero carrozze letti MU e T2S e vetture Due Piani Casaralta oltre alle Piano Ribassato.

È però anche il tempo di nuovi merci. Vedono la luce carri Tipo Eaos, Gabs, Gbhs, Habfis, Hbikks, Kgps, Rgs, Saadss, Sdkmmss, Sgs, Shimms, Taems e Vrtz, con una varietà che oggi sembra quasi impensabile.

A fronte di questo, però, si demoliscono anche mezzi che dai nuovi arrivati devono essere sostituiti, nel giro di giostra che vediamo anche ai giorni nostri.

Vengono così avviate alla demolizione numerose automotrici ALe 792, ALe 880, ALe 882 e ALe 883 con relativi rimorchi anche se il loro smantellamento viene poi sospeso per ragioni igieniche, vista la presenza di amianto, assieme a diversi esemplari di automotori 207, 208, 210, 211, 213 e 218. Ci lasciano anche alcune vaporiere come le 835.

Tra le alienazioni singolari spuntano le ALn 668.1460 e .2406 entrambe gravemente danneggiate in incidenti, la rimorchiata pilota pBz 734.860 venduta alla LFI di Arezzo e la 835.040 ceduta alle ferrovie jugoslave.

Foto di Massimo Tieso, Rinaldo Portalupi e Lorenzo Pallotta

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