È circa l'una e quarantasette della notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 quando, all'uscita dalla galleria degli Appennini, nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro, venne fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale nella quinta carrozza del treno Espresso 1486 Italicus, diretto a Monaco di Baviera.

È quella nota come strage dell'Italicus, uno dei più gravi attentati verificatisi negli anni di piombo, che causò la morte di 12 persone.

Sarebbero potute essere ancora di più le vittime se il macchinista non avesse fatto uscire il treno fuori dal lunghissimo tunnel, oltre 18 chilometri, o se il coraggioso Silver Sirotti, 25enne impiegato delle Ferrovie dello Stato, non fosse tornato indietro, lanciandosi tra le fiamme afferrando un estintore e tentando di portar fuori tutto coloro che potevano essere ancora vivi.

Oltre a Sirotti, sacrificatosi, quella notte hanno perso la vita Nunzio Russo, Marco Russo, Maria Santina Carraro, Elena Donatini, Nicola Buffi, Herbert Kontriner, Tsugufumi Fukuda, Antidio Medaglia, Elena Celli, Raffaella Garosi e Wilhelmus Hanema

In quella strage drammatica e terribile sarebbe potuto essere coinvolto anche l'onorevole Aldo Moro che doveva raggiungere la famiglia in villeggiatura a Bellamonte, ma venne richiamato a firmare alcuni importanti documenti quando era già nella sua carrozza.

Per la giustizia italiana i colpevoli della strage dell’Italicus non hanno ancora un nome né tra le file degli esecutori né tra i mandanti.

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