Se ne parlava da parecchie settimane e le difficoltà tecniche da affrontare erano molte, ma ora è cosa fatta: il Consiglio dei ministri di stamattina ha deciso l’incorporazione di Anas in Ferrovie. Lo prevede una norma del decreto che accompagnerà la manovrina da 3,4 miliardi di euro ancora in lavorazione fra Palazzo Chigi e Tesoro.

Secondo quanto riferiscono fonti concordanti del quotidiano La Stampa, non si tratterebbe però del progetto di fusione discusso per molti mesi al ministero delle Infrastrutture. La norma inserita nel decreto prevedrebbe piuttosto il conferimento di Anas al gruppo Ferrovie, la quale diventa capogruppo della società stradale. 

Obiettivo della nuova entità è diventare polo nazionale delle infrastrutture, e di essere volano per gli investimenti. Secondo le stime del governo l’integrazione fra strade e binari garantirà fino a 7,2 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, un fatturato di 10 miliardi di euro e 75mila dipendenti. Qualche numero può dare l’idea delle dimensioni del nuovo gigante pubblico: la rete ferroviaria italiana conta 16.700 chilometri su cui viaggiano 64 milioni di tonnellate di merce e 600 milioni di passeggeri, Anas gestisce 26mila chilometri di strade 11mila ponti e 1300 gallerie.  

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