Un possibile nuovo incidente sarebbe potuto accadere il 30 gennaio scorso sulla linea tra Bari e Barletta di Ferrotramviaria, la stessa dove si è verificato lo scontro tra rotabili lo scorso luglio che ha provocato la morte di 23 persone. A darne conto è l'edizione odierna de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo il quotidiano "non si può parlare di incidente sfiorato (i due convogli non si sarebbero potuti scontrare) ma il fatto, indubitabile, è che ancora una volta qualcosa non ha funzionato sulla linea della strage".

La notizia sarebbe stata tenuta riservata, ma sarebbe infine emersa sul verbale di una riunione tenuta tra l'azienda e i sindacati, preoccupatissimi per questo ulteriore inconveniente.

La dinamica viene ricostruita così dalla Gazzetta. Un treno proveniente dall'aeroporto di Bari e diretto alla stazione centrale, era fermo al segnale di protezione a causa di una anomalia di funzionamento delle porte. Sistemato il problema, il macchinista avrebbe chiesto il permesso di ripartire ottenendolo. Nel frattempo, tuttavia, il DCO (Dirigente Centrale Operativo, la sala che gestisce il traffico) aveva dato il via libera a un altro convoglio proveniente da Palese in direzione nord, programmando il relativo percorso e dunque predisponendo in modo adeguato gli scambi. Bisogna specificare che la bretella per l'aeroporto è un binario unico che arriva fino al bivio (dove c'è lo scambio) che immette nel doppio binario verso la stazione di Bari. Se il treno proveniente dall'aeroporto avesse raggiunto lo scambio, sarebbe andato "a terra" bloccando tutto, perché avrebbe trovato l'itinerario predisposto per l'altro convoglio, quello che procedeva da Palese verso nord.

La Gazzetta ne ha chiesto conto a Ferrotramviaria, che ieri non ha ritenuto di commentare. E dunque la versione dell'azienda è affidata a quanto scritto nel verbale di incontro sindacale. "L'evento è stato qualificato come inconveniente di esercizio", ha dichiarato l'azienda secondo cui "al momento, non sono state rilevate anomalie che possano aver inciso sulla sicurezza dell'esercizio, e di conseguenza rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori". Resta il fatto, però, che Ferrotramviaria avrebbe sollevato dal servizio i capistazione coinvolti e nominato una commissione di inchiesta. Allo stesso tempo, è stato inviato un report sui fatti all'ANSF (l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria, che alla richiesta di chiarimenti della Gazzetta ha risposto "non commentiamo") e a Digifema, la direzione del ministero delle Infrastrutture che si occupa degli incidenti ferroviari e marittimi.

La preoccupazione dei lavoratori per quanto avvenuto è legata alla sicurezza della linea: i sindacati - conclude La Gazzetta del Mezzogiorno - lamentano una eccessiva attenzione ai tempi di percorrenza e alla puntualità, che starebbe rischiando di far passare in secondo piano l'attenzione alle regole di circolazione dei treni.

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