In due news passate abbiamo dato conto della installazione di barriere anti attraversamento che stanno ormai popolando numerose stazioni italiane da nord a sud. Un intervento così invasivo e radicale è figlio di numeri che non lasciano indubbiamente altra alternativa. Nel 2015 (gli ultimi dati sono disponibili a quest'anno e quelli del 2016 dovrebbero uscire il prossimo aprile), sono morti investiti dai treni 57 "pedoni" e 32 sono rimasti gravemente feriti.

Questo secondo i dati dell'ANSF - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie presentati al ministero dei Trasporti. Il bilancio degli incidenti gravi è così salito a 89 casi, l'11% in più rispetto all'anno precedente. A Milano nel 2015 sono state investite dai treni otto persone, in un cupo bilancio che vede la città al secondo posto dopo Roma dove sono stati ben 13 gli incidenti e prima di Bergamo e Lucca. Nell'insieme è proprio la Lombardia la regione con il maggior numero di incidenti gravi dovuti alla presenza di persone sui binari: sono stati 18, uno in meno rispetto al 2014. Seguono il Lazio, la Toscana, l'Emilia Romagna e la Campania.

Come evidenziato dai numeri, si tratta di una vera e propria emergenza che ha molti più risvolti di quanti si possa pensare. Se l'elemento più evidente e chiaramente più importante è la perdita di vite umane che questi incidenti provocano, non vanno dimenticate le interruzioni di servizio con i relativi disservizi che ne conseguono e per ultimo, non ce ne vogliate ma ci sembra doveroso ricordarlo, le problematiche psicologiche per il Personale di Macchina dei convogli che praticamente in tutti i casi nulla può fare per evitare gli investimenti.

Un problema, questo dei pedoni sui binari, che avvicina molto il nostro paese all'Europa dell'est, dove spesso la mancanza di sottopassi obbliga le persone ad attraversare i binari ma anche dove gli stessi sono sovente utilizzati come "strade" per raggiungere il paese successivo. Non a caso barriere antiattraversamento sono standard da anni in paesi come la Slovenia, la Croazia, l'Ungheria e così via.

Per arginare il problema il gestore della rete ha previsto 2,5 miliardi di investimenti oltre ad un impegno di educazione della popolazione mediante pubblicità progresso ma siamo convinti che il primo passo debba essere fatto dalle persone. Il treno ha un percorso obbligato, tempi di frenatura piuttosto lunghi e i moderni convogli sono molto silenziosi e non sempre facili da sentire arrivare, evitare di attraversare i binari e servirsi dei sottopassaggi è una scelta di buon senso oltre che civica.

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Correva l'anno

Treni e tecnologia