"Ribadisco quanto già detto lo scorso novembre in un’altra audizione: non abbiamo attivato il sistema di pendolarismo perchè la situazione di bilancio non consentiva di avere passeggeri a un prezzo non remunerativo". Queste le parole del presidente di NTV, Andrea Faragalli Zenobi, durante un’audizione davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato in merito alla questione degli abbonamenti dei collegamenti ferroviari ad Alta Velocità.

"Con soli 25 treni Italo del resto era impossibile accettare biglietti a un costo più basso di quello di mercato", ha aggiunto Zenobi evidenziando anche che NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) ha un ridotto livello di frequenze e che "il quadro che regola l’Alta Velocità ha ancora dei punti fondamentali non chiari, addirittura che possono riguardare la retroattività di alcuni impegni economici".

"Del resto, da quando operiamo noi – ha sottolineato il Presidente di NTV – il traffico ferroviario è aumentato del 50 per cento e il costo dei biglietti è sceso del 40 per cento. Quindi un beneficio alla collettività l’abbiamo portato".



"Da novembre 2017 aumenteremo la flotta del 50 per cento: ci saranno treni in più che cominceranno a entrare in attività da novembre ed entro il 2018 ne avremo 12 in più e a quel punto NTV sarà disponibile a lavorare anche sulla problematica del pendolarismo", ha infine chiarito Zenobi.

Il Direttore generale di NTV, Gianbattista Larocca, ha invece affrontato il tema dei costi dell’elettricità, che vengono decisi dall’Autorità per l’Energia. "Il costo dell’energia a km – ha spiegato Larocca – è triplicato, passando da 35 centesimi del 2014 a 1,05-1,10 euro del 2016. Il che vuole dire da 5 milioni a 15 milioni l’anno. Inoltre, non solo non sappiamo quanto pagheremo dal 1 gennaio 2018, ma neanche abbiamo certezza su eventuali effetti retroattivi. Un quadro dei costi non chiaro per noi ha un impatto rilevante perchè già ci muoviamo su margini bassissimi".

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