A partire dal prossimo orario estivo, quindi da giugno, Trenitalia istituirà il treno diretto Bari-Roma richiesto a gran voce dal sindaco del capoluogo pugliese, Antonio Decaro. Stando a quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno sul collegamento ferroviario più importante della Puglia arriveranno i Fyra V250, costruiti nel 2009 per le Ferrovie Olandesi e Belga e mai entrati regolarmente in servizio.

L’utilizzo in monoprodotto dei V250 sui collegamenti Roma-Puglia (altri esemplari sono stati destinati alla dorsale Roma-Verona) sarebbe stato messo secondo il quotidiano, nero su bianco nel piano industriale 2017/2026 presentato dall’ad Renato Mazzoncini, in cui si parla anche dello sviluppo di «nuovi mercati» (il treno diretto Napoli-Bari).

Il giornale solleva però alcune perplessità sulla scelta di questi convogli. "Dando per scontato che i problemi tecnici siano stati superati, la scelta rischia però di provocare allungamenti dei tempi di percorrenza. Il perché lo spiegano i tecnici del settore. Gli ETR 485 attualmente utilizzati permettono non solo di percorrere la tratta Caserta-Roma (che fa parte dell’alta velocità) a 250 km l’ora, ma anche di sfruttare al massimo la linea storica Lecce-Caserta grazie all’assetto cassa variabile tipico dei «pendolini», con il loro meccanismo che rende più dolci le curve e che consente di ottenere velocità medie di circa 25 km l’ora in più rispetto ai treni senza assetto variabile come appunto i Fyra (che possono andare a 250 solo sulla linea ad alta velocità)."

L’introduzione del Bari-Roma diretto non è ancora ufficiale, ma si dovrebbe trattare di un collegamento mattutino aggiuntivo all’attuale offerta, non si sa se con origine Lecce oppure - cosa possibile - con prosecuzione oltre Roma, per Firenze. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ne aveva parlato il mese scorso con Mazzoncini, ottenendo una generica disponibilità ad approfondire il tema nonostante le proteste arrivate da Foggia dove il salto della stazione non viene visto favorevolmente.

Tuttavia la novità dei Fyra pone sotto una luce problematica l’intera operazione. Che senso avrebbe, infatti, - chiosa il quotidiano - introdurre il nuovo collegamento diretto se non comportasse una sensibile riduzione degli attuali tempi di percorrenza (4 ore e 12 minuti)? L’eliminazione dei Frecciargento (che verranno destinati ai collegamenti Roma-Calabria e alla Tirrenica) comporterà un abbassamento della velocità commerciale sull’Adriatica. E dunque un allungamento di 15-20 minuti anche dei tempi di percorrenza delle corse già esistenti.

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