Nuove locomotive, alcune delle quali già in servizio, investimenti all’estero, carri sui quali caricare i container con più semplicità. E soprattutto una società in attivo anziché in perdita. Viene presentato oggi alle 11 nella stazione di Milano Centrale, il Polo Mercitalia, che ha radunato nel gruppo FS Italiane tutto quello che riguarda logistica e trasporto merci con sette società e circa 4 mila dipendenti (un migliaio in meno rispetto alla precedente Divisione cargo, che è stata incorporata).

L’obiettivo principale è raggiungere l’utile nel 2018 e raddoppiare i ricavi in dieci anni, dal miliardo stimato per il 2016 ai due miliardi nel 2026. Già l’anno scorso (il bilancio è ancora in fase di chiusura) la perdita del settore in FS, secondo le previsioni interne, è stata dimezzata a circa 70 milioni di euro, contro i 150 milioni del 2015. Il traguardo è di arrivare a 45 milioni di risultato netto nel 2021 e a 85 milioni nel 2026. Una delle prospettive di questo nuovo polo, all’interno delle FS che si avvia a quotare in Borsa le «Frecce»è accogliere in futuro investitori privati.

"Così com’era, l’attività non era più sostenibile — sostiene Marco Gosso, amministratore delegato di Mercitalia Logistics, neonata holding operativa, controllata al 100% da Ferrovie dello Stato.  Nel 2011-2015 si erano accumulate perdite complessive nel merci per circa 800 milioni, una media di 150 milioni all’anno. Quest’attività era l’unica rimasta in perdita". Non è una produzione marginale, quella inerente le merci e la logistica, per il Gruppo FS. Nel 2015, infatti, copriva un settimo dei ricavi e quasi il 10% dell’organico. Questo ha spinto i vertici del gruppo, guidato da Renato Mazzoncini, a ridisegnare tutto il comparto. Sul piatto, previsti dal piano industriale 2017-2026 recentemente annunciato, sono presenti 1,5 miliardi di investimenti destinati al riassetto. Di questi 1,1 miliardi per il materiale rotabile, 100 milioni per i terminal intermodali (come a Milano, Brescia e Piacenza), 100 milioni per la tecnologia informatica e la sicurezza e 250 milioni per le acquisizioni.

Capogruppo del nuovo polo è, appunto, Mercitalia Logistics, specializzata nella gestione dei beni immobiliari a destinazione logistica quali magazzini, piazzali, terminali. Valuta gli asset delle vecchie FS per poi venderli, affittarli o comunque razionalizzarli. Tanto per fare un esempio, l’area dello scalo di Milano Smistamento, situata dietro l’Idroscalo, sarà messa a reddito con la costruzione di un terminal intermodale sull’asse del Gottardo, che FS vuole completare in due anni. Mercitalia Logistics controlla a sua volta sette società: Mercitalia Rail (67% assoluto, in partecipazione congiunta con Cemat), Cemat (53%), Mercitalia Terminal (95%), TX Logistik (100%), Mercitalia Transport & Services (100%), Teralp (50%) e Tlf (100%).

Mercitalia Rail comprende la ex divisione Cargo, scissa lo scorso dicembre da Trenitalia. "È la prima macchina ferroviaria merci in Italia — dice Gosso —: produce i treni merci e fattura circa mezzo miliardo". Cemat è "il maggiore operatore di trasporto combinato in Italia e il terzo in Europa", dice Gosso che ne è amministratore delegato e ha iniziato lì la carriera in FS. Collega lo spedizioniere con la società ferroviaria. Mercitalia Terminal gestisce i terminal intermodali e la tedesca TX Logistik "è la seconda impresa merci in Germania, strumento per l’espansione internazionale — dice Gosso —. Siamo interessati a sviluppare i grandi corridoi di traffico transalpino da e per l’Italia": dalla Torino-Lione (in prospettiva) a Modane, Gottardo e Brennero. Mercitalia Transport & Services è l’azienda del trasporto su gomma: i camion per servire depositi e cantieri. Teralp costruisce i terminal intermodali (come a Milano e Brescia, per poi darli in gestione ad altri) mentre Tef è francese e commercializza i servizi di logistica.

"Due le prime azioni a breve — precisa Gosso —. Primo, accelerare il risanamento di Mercitalia Rail, con un migliore livello di servizio ai clienti e una maggiore produttività". Significa superare le due criticità storiche del Cargo, con un taglio dei costi già avviato con la riduzione delle strutture di staff e la revisione dei turni e processi di lavoro, dopo gli accordi sindacali raggiunti. La seconda mossa sarà utilizzare i 250 milioni (su dieci anni) stanziati per le acquisizioni: di aziende "in aree geografiche dove possiamo rafforzarci", dice Gosso, o di attività nuove o poco avviate, come il trasporto su gomma.

Le parole sono "sinergia" e "mercato", vista la mancanza di trasferimenti di soldi pubblici a merci e logistica di FS. Il riferimento in Europa sono i migliori: Deutsche Bahn e SNCF. Per il nuovo Polo sono state rinnovate le linee dirigenziali, con l’arrivo di Gian Paolo Gotelli come amministratore delegato di Mercitalia Rail e Mirko Pahl alla guida di Tx Logistik dal primo marzo. L’apertura societaria sarà conseguenza del riassetto. "Per il merci la privatizzazione è lontana – dice Gosso –, ma ora è un’attività di mercato. Se si dimostra redditizia, può diventare interessante per investitori terzi".

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