Dopo i recenti episodi di violenza, torna di attualità il tema della sicurezza sui treni e delle possibili soluzioni per garantirla. E’ notizia di questi giorni che Trenitalia avrebbe bocciato ritenendola poco efficace, la proposta della Regione Liguria di investire una parte dei fondi ricavati dall’aumento delle tariffe in squadre di vigilanza che pattuglino i treni.

Prendendo spunto da quanto accade su alcuni Intercity, dove gli uomini della sicurezza interna di Trenitalia affiancano i controllori, i comitati dei pendolari avevano chiesto disponibilità sia all’ azienda che alla Regione Liguria di estendere il servizio ad altre linee considerate a rischio.

La proposta era stata valutata anche dalla Regione, e l’assessore ai Trasporti, Gianni Berrino, nel corso della definizione delle linee guida per il rinnovo del contratto di servizio, previsto per il 2018, aveva suggerito di sfruttare parte degli introiti derivanti dall’aumento del costo dei biglietti regionali in un servizio di vigilanza.

Franco Fiumara, responsabile nazionale di Protezione Aziendale FS, ha però scartato l’ipotesi sottolineandone la scarsa efficacia anche in virtù dei risultati marginali ottenuti in un periodo di sperimentazione tra il 2005 e il 2007 che ha visto in servizio guardie giurate private sui convogli.

In una nota i Comitati Pendolari federati Assoutenti hanno però ribadito la loro intenzione di andare avanti: “A noi non interessa chi svolga tale servizio, Polfer, Protezione Aziendale FS o vigilantes privati. A noi interessa che questo servizio sia svolto e siano posti seri deterrenti per scongiurare la presenza di delinquenti, molestatori, violenti, ladri sui treni”.

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