Le nuove disposizioni inoltrate dall'USTIF alle ferrovie concesse dopo il disastro ferroviario di questa estate in Puglia stanno di fatto mettendo fuori dai binari la ferrovia Roma-Centocelle, già Roma-Giardinetti. Le modifiche sul regolamento di circolazione dei treni, infatti, hanno indotto ad una stretta nazionale sul versante della sicurezza che, localmente, sta costringendo ATAC ad inoltrarsi in una serie di scelte problematiche che inevitabilmente si riflettono sulla regolarità della circolazione.

Non potendo rottamare il 60% per cento della flotta dei convogli attualmente circolanti, non potendo adeguare le linee con i nuovi requisiti per la sicurezza dei treni e vista l’impossibilità economica di acquistare nuovi convogli per una linea della quale non è ancora ben chiaro il futuro, ATAC sarebbe stata costretta a ordinare il raddoppio dei macchinisti in cabina che da uno passerebbero a due insieme, di cui uno in piedi, per ore di difficile convivenza.

Si tratta dell'unica scelta possibile a costo zero anche se il prezzo lo pagherebbero i cittadini. Il numero dei macchinisti, infatti, è fisso, e la variabile è il servizio che così esce ad erogazione dimezzata. La Roma-Centocelle sarebbe infatti passata da nove a quattro treni nel periodo natalizio in cui invece ci sarebbe maggiore bisogno di mobilità.

Il prezzo lo pagano però anche i macchinisti, stipati in cabine anguste, motivo per il quale i sindacati sono già sul piede di guerra e hanno già chiesto un incontro a Prefetto, Sindaco e Amministratore di ATAC per risolvere le criticità gestionali dei livelli di sicurezza di esercizio delle ferrovie concesse.

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