Entro un anno il Pigneto potrebbe avere il suo nodo di scambio ferroviario. Del progetto di una stazione nel quartiere di Roma est si è discusso ieri in commissione Mobilità. Nessuna decisione sostanziale che modifica lo stato delle cose, è stata presa, e qualche nodo resta ancora da sciogliere, ma il punto fatto è servito a capire tempi, costi, preoccupazioni, idee. Presenti all’incontro Agenzia per la Mobilità, tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi oltre ad alcuni residenti del quartiere. 

Il progetto è stato approvato nel 2012: una fermata al Pigneto sulla FL1 (Orte-Fiumicino) la linea che passa da Fara Sabina, Piana Bella di Montelibretti, Monterotondo-Mentana, Settebagni, Fidene, Nuovo Salario, Nomentana, Tiburtina, Tuscolana, Ostiense, Trastevere, Villa Bonelli, Magliana, Muratella, Ponte Galeria, Fiera di Roma e Parco Leonardo. Anche la FL3 (Tiburtina-Ostiense-Viterbo) verrebbe servita dalla nuova stazione, con scambio pedonale verso la fermata metro C. Un cantiere, come ricorda il presidente di commissione Enrico Stefàno, che andrebbe a "chiudere di fatto una parte dell'anello ferroviario".

L'opera è divisa in due distinti cantieri. Il primo che partirà a novembre, comprende la copertura del vallo ferroviario, il collegamento con la FL1, la stazione e cinque nuovi ponticelli pedonali.

Per il secondo che interessa invece le opere di urbanizzazione e i lavori sul lato Casilina/Mandrione mancano ancora all'appello 12 milioni di euro del Comune, ma sul punto Stefàno si è impegnato allo stanziamento già nel prossimo assestamento di bilancio. 

I lavori possono partire, ma il presidente del municipio chiede prima un tavolo pubblico: "Siamo d'accordo con il progetto, ma vorremmo anche un contributo da parte dei cittadini". Poi il suggerimento: "Eliminare i cinque ponticelli e recuperare così dei fondi". Ipotesi ritenuta dai tecnici RFI poco fattibile dal momento che cambiare il progetto vorrebbe dire allungarne i tempi. "Ad oggi noi siamo in cantiere a novembre, cambiando il progetto andiamo a gennaio". O peggio "slittiamo di un anno".

Manca invece un elemento giudicato fondamentale da RFI, ovvero una convenzione con il comune di Roma che garantisca, il flusso di finanziamento e chiarisca la divisione dei lavori. Dal tombamento del vallo infatti nascerà un parco che sarà realizzato da Ferrovie dello Stato e che, in un secondo tempo, passerà a Roma Capitale, ma non senza una convenzione che ne garantisca la presa in carico e la manutenzione. "Non facciamo niente che si trasformi in terra di nessuno", ha ribadito RFI.

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