Accordi quadro con gli operatori della logistica e del settore cargo dal 2017 per incrementare la quota delle merci su ferro e migliorare il trasporto nazionale e oltre confine. È questa la novità annunciata oggi da Maurizio Gentile, Ad e Dg di Rete Ferroviaria Italiana, al mondo dei trasporti a Cernobbio in occasione del II Forum internazionale di Conftrasporto.

La cura del ferro, voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ha l’obiettivo infatti di trasferire una quota importante del trasporto merci su ferro da altre modalità di trasporto più inquinanti. Un obiettivo che potrà essere realizzato, secondo l’Ad di RFI, attraverso gli accordi quadro con tutti gli operatori del settore, dagli spedizionieri alle imprese di trasporto, che potranno prenotare capacità ferroviaria sulla base anche delle aspettative di potenziamenti infrastrutturali e tecnologici sulle principali linee ferroviarie.
“Questi accordi - ha sottolineato Maurizio Gentile - permettono di capire le esigenze del mercato e trasformarle in investimenti utili per un uso maggiore della rete ferroviaria, evitando cattedrali nel deserto e realizzando così piani di trasporto integrati tra strada, ferrovia e aereo in una logica di intermodalità pianificata e non estemporanea.” RFI, il Gestore dell’infrastruttura nazionale, dedicherà tempo e investimenti per interpretare i bisogni della logistica e integrare il network ferroviario ai porti e agli aeroporti per un’autentica sinergia con tutte le altre modalità di trasporto.

Gentile ha inoltre evidenziato come il sistema italiano dell’Alta Velocità stia dando un forte contributo all’obiettivo poiché “non è solo una questione di velocità maggiore e riduzione dei tempi di viaggio, ma permette di avere la capacità raddoppiata messa a disposizione delle imprese ferroviarie di trasporto.”

Inoltre, le numerose interconnessioni con le linee convenzionali possono contribuire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea: trasferire entro il 2030 il 30% del traffico merci dalla gomma al ferro e il 50% entro il 2050.

Proprio i collegamenti con gli altri Paesi europei possono essere realizzati grazie agli investimenti sui quattro Corridoi europei che attraversano l’Italia: Reno-Alpi, Mediterraneo, Scandinavia-Mediterraneo e Baltico-Adriatico. “Basti pensare – ha continuato Gentile – che 10mila km su 17mila dell’intera rete ferroviaria sono parte integrante dei Corridoi TEN-T” e quindi risulta fondamentale avere connessioni veloci e semplici con il resto d’Europa, sia con i porti del Centro e Nord Europa, sia con l’Est e Ovest europeo.

L’Ad e Dg di RFI non ha poi mancato di ricordare gli importanti investimenti al Sud che gli ultimi Aggiornamenti 2015 e 2016 al Contratto di Programma, parte Investimenti, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Leggi di Stabilità hanno destinato fondi per oltre 17 miliardi di euro. Pur soffrendo una carenza storica di infrastruttura, oggi ci sono importanti progetti per collegare due città nevralgiche dell’economia meridionale come Napoli e Bari, per integrare i porti di Gioia Tauro e Taranto alla rete nazionale e per velocizzare e migliorare i collegamenti tra Palermo, Catania e Messina.

Infine, Gentile ha annunciato con grande soddisfazione che manca solo l’adeguamento della sagoma della Galleria di Ortona per definire la direttrice Adriatica totalmente conforme agli standard europei (4 metri allo spigolo), necessari per accogliere i container High-Cube e l’Autostrada Viaggiante.

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