Ogni anno 600 studenti delle scuole superiori di Modena e provincia partono in treno da Carpi in direzione Auschwitz, per ripercorrere il viaggio dei deportati che venivano spediti dal campo di Fossoli fino in Polonia. L’intero tragitto era inizialmente coperto interamente in treno; poi però Trenitalia ha deciso di non organizzare più le «trasferte» all’estero.

E così, tre anni fa, la Fondazione Fossoli che organizza i viaggi, ha deciso di spezzare la tratta: la prima parte in pullman, fino al confine; e poi, dal Brennero in avanti, sui treni tedeschi.

Dalla prossima primavera però il viaggio si farà interamente in pullman, perché il percorso misto (pullman-treno) è ritenuto troppo costoso. A rendere noto il problema è Enrico Campedelli, ex sindaco di Carpi e ora consigliere regionale.

“Negli anni scorsi - Campedelli afferma - andavamo, prima in treno, poi in pullman, fino al Brennero, per poi cambiare e salire su un treno tedesco”. Questa soluzione è costosa oltre che scomoda, e così, visto che “Trenitalia non ci dà più la disponibilità del mezzo”, è stato deciso per il 2017 di abbandonare completamente il treno e noleggiare dei pullman.

Conferma Maria Cleofe Filippi, del cda della Fondazione Fossoli: “Siamo arrivati a questa fase perché Trenitalia, che inizialmente ci dava in affitto il treno che da Carpi ci portava fino ad Auschwitz, a un certo punto ha smesso di darci il mezzo e quindi ricorrevamo alle ferrovie tedesche, che ci prendevano al confine e ci portavano” fino ad Auschwitz. Questo, “oltre a essere logisticamente una cosa diversa, che perde di significato perché non fai più la tratta completa che facevano i deportati - spiega Filippi - è anche molto oneroso dal punto di vista economico”. Si è dunque tentato di ovviare al problema “cercando però soluzioni logistiche più utili alla didattica”.

Trenitalia fa sapere in una nota che: “È vero, avevamo difficoltà a garantire il servizio sulla rete estera”. Rimane invece la possibilità di noleggiare i convogli all’interno dei confini italiani, cosa che vale per tutti e non solo per i viaggi della memoria fatti da scolaresche. In particolare, per la visita ad Auschwitz delle scuole emiliane, Trenitalia precisa che: “la disponibilità fino al Brennero rimane, come proposto negli anni scorsi”. L’azienda rassicura che: “non è cambiato nulla da parte nostra. Spetta poi al cliente decidere se interessa o meno e in questo caso è stata fatta legittimamente una scelta diversa”.

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