Dal 30 settembre entra in vigore la direttiva dell’ANSF che limita la velocità nelle tratte sprovviste di sistemi di controllo; Ferrovie Sud Est, Ferrotramviaria e Ferrovie del Gargano dovranno pertanto adeguarsi.

Diventa quindi operativa la circolare che obbliga tutti i gestori che non hanno reti dotate di SCMT (Sistema di Controllo Marcia Treno) di limitare la velocità dei treni a 50 chilometri orari.

Il provvedimento rischia di causare ritardi, soppressioni di corse e notevoli disagi ai pendolari pugliesi, che sono già sul piede di guerra, mentre le aziende coinvolte tendono a difendersi minimizzando i rischi reali del provvedimento. "Andrà comunque valutato caso per caso, nei tempi previsti - ribadisce Matteo Colamussi, presidente di ASSTRA Puglia e Basilicata, l'associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale - e ovviamente si tratta di una prescrizione che coinvolge le infrastrutture che non rispettano gli standard della rete nazionale. Ma non si può fare un discorso comune, va considerato che ogni azienda ha le proprie caratteristiche e le proprie peculiarità ".

Nonostante sia già prevista una riunione con le compagnie di trasporto coinvolte, all’inizio della prossima settimana, l'ANSF - l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria a cui, un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato a metà settembre, ha assegnato la gestione di quasi tutte le ex linee concesse – è determinata a far rispettare la direttiva emanata.

Le linee coinvolte sul territori pugliese sono undici, e appartengono alle tre differenti ferrovie locali: due per le Ferrovie del Gargano, sei delle Ferrovie Sud Est, già decimate negli ultimi giorni da soppressioni e ritardi dovuti alla mancata sicurezza degli ATR 220 bloccati dall’USTIF e poi tornati in servizio, e tre linee della Ferrotramviaria.

Dopo l’incidente del 12 luglio scorso, che ha causato la morte di 23 persone, la Puglia è sotto osservazione. La tratta tra Andria e Corato è ancora sotto sequestro e ulteriori disagi per i pendolari si prospettano a causa dell’apertura del cantiere per i lavori di raddoppio del binario unico tra Ruvo e Corato. (http://www.ferrovie.info/index.php/it/13-treni-reali/527-ferrotramviaria-parte-il-raddoppio-del-binario-sulla-tratta-ruvo-corato)

I sindaci di Andria e di Corato hanno chiesto a Ferrotramviaria di "garantire organizzazione ed efficienza al trasporto scolastico per non creare disservizi alla comunità, attraverso misure straordinarie ", mettendo in evidenza che "per percorrere la tratta Bari-Barletta si impiegano oltre due ore a fronte dell'ora scarsa che si impiegava prima della tragedia e si sta verificando che gli autobus non sono sufficienti per far salire a bordo tutti i passeggeri, che o restano a terra o viaggiano in condizioni estremamente disagevoli".

Oltre agli studenti, penalizzati sono anche i pendolari che "accumulano pesanti ritardi quotidiani per raggiungere il posto di lavoro con inevitabili pregiudizi sulle loro attività lavorative e ripercussioni sull'organizzazione familiare".

La tratta Bari-Barletta è stata citata anche durante la presentazione del Piano Industriale 2016-2027 delle Ferrovie dello Stato, che prevede investimenti anche in Puglia: "Ottimo il lavoro sull'alta velocità, che dovrà arrivare a Lecce e a Palermo. Ma adesso dobbiamo mettere più soldi per i 600 milioni di passeggeri pendolari e per le metropolitane", ha detto il premier Matteo Renzi, sottolineando anche l'apertura dei cantieri della linea Napoli- Bari, con oltre 6 miliardi di euro investiti per connettere due aree che raggiungono una quota di oltre il 40 per cento della produzione di mercato nel Meridione e l'alta velocità che dovrà arrivare fino a Lecce.

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