Il 20 luglio è una giornata di quelle importanti per le ferrovie italiane.

Ricorre l'anniversario del record del 1939 (20 luglio 1939: l'ETR.212 entra nella storia delle ferrovie) ma purtroppo anche di un terribile incidente che sconvolge la Sicilia.

Sono le 18.56 del 20 luglio 2002 quando al km 210,470 della ferrovia Palermo-Messina, poco prima della stazione di Rometta Messinese, a causa di quello che successivamente sarà definito un difetto strutturale del binario, la "Freccia della Laguna", partito da Palermo Centrale e diretto a Venezia Santa Lucia, deraglia a 105 km/h. A bordo ci sono 190 passeggeri incluse diverse famiglie dirette al nord. 

Le prime tre carrozze dietro alla E.656.032 escono dai binari e vengono scagliate contro il casello ferroviario limitrofo sventrandolo. Nel frattempo il Caimano si gira di 180 gradi e finisce la sua corsa sbattendo contro le paratie di un piccolo viadotto in cemento rimanendo in bilico.

Tristissimo il bilancio finale che vede otto morti e 58 feriti dei quali ben 47 ricoverati negli ospedali di Milazzo, Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. La maggior parte di essi viene dimessa il giorno seguente mentre sette vengono ricoverati per ferite più gravi.

Tra i deceduti c'è anche uno dei due macchinisti, Saverio Nania, che secondo la ricostruzione dei fatti realizzata da parte degli inquirenti aveva segnalato alcuni giorni prima assieme ad altri colleghi degli sbandamenti anomali dei locomotori durante la corsa, proprio sul tratto dove si verificò la tragedia.

Dopo varie sentenze il Tribunale di Messina, nel 2014, conferma la condanna (con pena condonata) per due dei tecnici indagati per la mancata manutenzione dei binari. Viene invece assolto il titolare dell'azienda responsabile dei lavori avviati dopo una gara di appalto.

Dopo anni di accantonamento presso un campo adiacente la linea ferroviaria, i materiali che in parte componevano il treno Espresso 1932 sono stati rimossi e quindi demoliti (E.656.032, 50 83 44-78 160-6 AcBc, 50 83 50-78 020-3 Bc e 51 83 50-70 132-3 Bc) con una spesa di 140.000 euro.

La E.656.032, una Casaralta-Asgen del 1976 cessa così repentinamente la sua carriera nel modo peggiore in cui potesse avvenire, dopo 26 anni di onorato servizio.

Nel parco della villa comunale "Villa Martina" di Rometta, situato in via Giovanni Verga nelle vicinanze del luogo della tragedia, è posta una lapide con i nomi delle vittime. Nei pressi della lapide nel 2016 è stato piantato un albero di ulivo in ricordo delle vittime.

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia