I passeggeri aumentano, i ricavi migliorano, e tuttavia Alitalia continua a operare in perdita.

La conferma arriva dagli stessi commissari straordinari durante un incontro con i sindacati. Una nota Uiltrasporti conferma infatti che nel vertice con le sigle sindacali i commissari hanno comunicato che: “l’andamento aziendale è in costante miglioramento. Nei primi dodici giorni di novembre i passeggeri aumentano del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e i ricavi salgono dell’11%, anche se nel complesso Alitalia continua comunque ad operare in perdita”.

Secondo stime più accreditate e recenti la compagnia perderebbe 1,5 milioni di euro al giorno; dato destinato a peggiorare visto l’arrivo della bassa stagione per il settore. Nonostante questo i commissari hanno aggiunto che arriveranno tre Airbus A321neo per sostituire tre vecchi A321, che stando agli esperti costano ciascuno mensilmente non meno di 340 mila dollari (circa 300 mila euro).

Sarà poi necessario capire se anche quest’operazione potrebbe richiamare l’attenzione della Commissione europea, che per bocca di suoi funzionari ha già fatto sapere che: “gli aiuti per il salvataggio non possono essere utilizzati per finanziare misure strutturali”. Intanto la compagnia lavora sul lungo raggio, e secondo quanto riferisce Uiltrasporti, vorrebbe rafforzare la rotta per Seul e decollare verso Nairobi.

Restano poi da vedere gli sviluppi della manifestazione di interesse vincolante da parte di Ferrovie dello Stato, voluta da Luigi Gubitosi, uno dei tre commissari straordinari che si avvia a guidare Tim. Il governo si deve ancora pronunciare su quale delle candidature presentate il 31 ottobre scorso sia la migliore tra quella di FS, della low cost easyJet e dell’americana Delta Air Lines. Ma non ci dovrebbero essere colpi di scena e Alitalia dovrebbe andare nelle mani di Ferrovie dello Stato. Secondo fonti della società, FS avrebbe intenzione “di sborsare per Alitalia il minimo necessario dal momento che si accollerebbe una società non profittevole”. La cifra, stando a quanto stimato da Fitch Ratings, sarebbe di 2 miliardi di euro tra debito (compresi i 900 milioni di euro di prestito statale più gli interessi) e costi per il rilancio.

Sempre secondo le stesse fonti FS la manifestazione di interesse vincolante sarebbe stata fatta pervenire senza un vero prezzo finale “perché non abbiamo ancora i dati sulle rotte, non sappiamo quali siano quelle che fanno guadagnare soldi e quelle che fanno perdere. Alitalia per ora resiste grazie soprattutto al suo brand ancora conosciuto in tutto il mondo”.

Per conseguenza, uno dei primi temi che potrebbe essere affrontato è quello dei collegamenti di corto e medio raggio. Alcune tratte - come quelle per Firenze, Bologna e Napoli - potrebbero essere cancellate perché sostituite con più convenienti treni AV. Se questo avvenisse, alcuni Embraer e Airbus A320 presi a noleggio e utilizzati nei voli nazionali saranno restituiti, mentre altri velivoli potrebbero andare incontro alla stessa sorte o essere impiegati nelle rotte europee più profittevoli.

L'articolo integrale sul Corriere della Sera.

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