Si stringono i tempi per definire il destino di Alitalia.

Ieri sera sono scaduti i termini della gara per cedere i tre lotti in vendita: volo, handling e manutenzione. Per il primo ci sarebbero tre manifestazioni di interesse: Almaviva all’interno di una cordata, il suo Synergy Group dell’imprenditore sudamericano German Efromovich, e Us Aerospace Partners.

Per il settore handling trapela il nome di Swissport e si parla di una società inglese. Atitech punterebbe invece al settore manutenzioni con l’obiettivo di creare un grande polo nazionale. In particolare, Almaviva ha fatto sapere di aver promosso una cordata, in partnership con altre società italiane del settore information technology.

La decisione, ha spiegato la società, è motivata “dalla volontà di portare il contributo di consolidate esperienze d'impresa e competenze digitali per guardare alla prospettiva della compagnia nell'ambito di un più ampio progetto di rilancio per il Turismo e il Made in Italy”.

Un piano strategico “indirizzato a valorizzare Alitalia quale soggetto centrale per profilo, assetto e missione, caratterizzato da completa digitalizzazione nella gestione dei servizi, da sistema integrato di assistenza e accoglienza, dalla capacità evoluta di promozione del turismo e del patrimonio culturale italiano”.

Lunedì prossimo il governo farà il punto con i sindacati in una videoconferenza convocata dal Mise cui parteciperà anche l’azienda. “Nell’incontro - afferma all’AGI Fabrizio Cuscito, segretario nazionale Filt Cgil - chiederemo al ministro Patuanelli chiarezza sulle manifestazioni di interesse e sul processo di nazionalizzazione, come previsto dal decreto Cura Italia.

Ribadiremo poi che qualsiasi soluzione deve prevedere la tutela dell'occupazione di tutti i lavoratori Alitalia e un progetto serio di crescita. Si tratta di capire se dei possibili otto acquirenti interessati vi sono soggetti in grado di proporre un progetto di crescita e sviluppo: per noi in questo momento l'unico è lo Stato”.

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