Anche oggi dobbiamo dare purtroppo notizia dell’ennesimo suicidio sui binari.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è accaduto alla stazione di Pieve Emanuele dove un giovane, pochi minuti prima delle 15 di ieri pomeriggio, si è tolto la vita sdraiandosi sui binari poco prima del transito di un convoglio di Trenitalia. Nonostante i soccorsi immediati, l’uomo è deceduto sul posto.

Pesanti le ripercussioni sul traffico ferroviario che è stato interrotto fra Certosa di Pavia e Rogoredo. Bloccati tutti in convogli di Trenitalia, l’Alta Velocità e quelli di Trenord della linea S13 del Passante Ferroviario. Molti i treni cancellati e i ritardi superiori ai 120 minuti.

Il fenomeno è ormai in preoccupante crescita e a nulla sembrano valere gli appelli delle compagnie ferroviarie.

Con tutto il rispetto e la massima comprensione per chi arriva a compiere un gesto così estremo, non possiamo però evitare di stigmatizzare questi atti come lesivi della comunità.

Non tanto per gli effetti negativi procurati alla circolazione dei treni, che pure sono gravi, quanto piuttosto per lo shock che subiscono quegli sfortunati macchinisti che loro malgrado si trovano coinvolti in tali episodi.

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