In merito al Ponte sullo Stretto, il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha evocato, in polemica con il ministro delle Infrastrutture Toninelli, l’ipotesi del referendum.

Ha detto Musumeci: “Il ministro Toninelli non può dire che è offensivo parlare di Ponte sullo Stretto, non glielo consentiamo a casa nostra. Prende sempre più consistenza l’ipotesi di indire un referendum sul Ponte dello Stretto tra i siciliani per capire se quest’opera, che non esclude la riqualificazione e il potenziamento della rete infrastrutturale dell’isola, sia realmente condivisa dal popolo siciliano oppure no”.

A innescare la polemica era stato proprio il ministro Danilo Toninelli che, poche ore prima aveva chiuso la porta ad ogni ipotesi Ponte sullo Stretto: “Come si fa a parlare di Ponte sullo Stretto quando poi non ci si può muovere all’interno dell’isola. Prima risolviamo i problemi in Sicilia poi eventualmente parliamo di Ponte che penso oggi interessi ben poco i siciliani che non si possono spostare. Sono tornati - ha aggiunto - gli investimenti in Sicilia nell’ambito delle Ferrovie e autostrade, il fatto che io venga costantemente significa che RFI e Anas si sentano il fiato sul collo, non ho mai visto tanti cantieri in Sicilia”.

Anche in questo caso Musumeci ha però smentito il ministro: “La Regione non ha ricevuto in termini di opere infrastrutturali neppure un euro da questo governo. Il governo Gentiloni, benché alla vigilia della sua uscita da Palazzo Chigi, ha erogato alla Sicilia quasi 1 miliardo di euro: 866 milioni per il raddoppio ferroviario della Palermo-Catania e 90 milioni per il ripristino della tratta Catania-Caltagirone-Gela dopo il crollo di un ponte nei pressi di Niscemi”.

“Il ministro Toninelli – ha aggiunto Musumeci - si preoccupi di esercitare un controllo più efficace sull'Anas, invece di difenderla a spada tratta: quella stessa Anas che in Sicilia sulla Catania- Palermo ci ha fatto trovare al momento dell’insediamento 11 cantieri e quella stessa Anas che tiene nel portafoglio oltre 2 mld di euro della programmazione regionale, molti dei quali ingiustificatamente ancora non trovano investimento".

"Si preoccupi il ministro di chiedersi perché RFI da 30 anni non ha ritenuto di fare adeguati investimenti per l’ammodernamento della rete ferroviaria in Sicilia - aggiunge - E se è vero che da oltre 30 anni si parla del raddoppio ferroviario Messina-Catania, da un ministro degno di questo nome ci si aspetta un’azione seria e dirompente. Si chieda il ministro perché sull'arteria Nord-Sud l’Anas non muove un dito dal 2014, condannando alla paralisi un cantiere e una arteria che era stata salutata con tanto favore e speranza perché avrebbe collegato il Mar Tirreno col Canale di Sicilia. Toninelli ci dica come vuole sbloccare i miliardi in campo ad Anas e RFI, chi vuole nominare commissario per le strade provinciali e la smetta di pontificare. Si prepari invece a ricevere una nostra delibera, con la quale gli chiediamo di farsi carico di un piano anti-sismico della viabilità: 1.900 viadotti e ponti suscettibili di verifica”.

Orario invernale Trenitalia
Giorni
Ore
Min.
Sec.

Aerei

La ferrovia che scompare

Approfondimenti

Ferroviaggi

Correva l'anno

Lavoro in ferrovia

Promozioni in corso

Eventi

Curiosità brevi

Treni e tecnologia