Non si sono fatti attendere i numerosi partecipanti giunti da tutta Italia per uno degli eventi dell'anno più attesi.

L'apertura al pubblico degli spazi ferroviari un tempo denominati "Officina Squadra Rialzo" di Milano Centrale (nome mantenuto anche per la gestione storica/culturale da parte Fondazione F.S.) ha attirato appassionati, curiosi, grandi e piccini.

Per un giorno, tutti hanno avuto modo di avvicinarsi ed esplorare toccando con mano ambienti e rotabili, preservati ed utilizzati anche per i treni rievocativi i quali annualmente interessano ormai quasi tutte le regioni d'Italia, grazie alla grandissima squadra di associazioni e volontari riuniti sotto il nome della Fondazione delle Ferrovie dello Stato, coordinati dall'ingegner Cantamessa, "padrino" in loco ad inaugurare l'apertura dei due giorni di evento insieme ad autorità quali l'assessore lombardo ad infrastrutture e trasporti Claudia Maria Terzi e Mauro Moretti presidente della Fondazione stessa, tra i volti più importanti presenti.

 

Insieme al Fondo Ambiente Italiano che ha collaborato all'esposizione, i tanti "gilet gialli" (e arancioni) volontari hanno permesso ai visitatori di assaporare due giornate tra il vapore della Gr.880 sbuffante in testa ad una piccola tradotta semovente per un breve giretto sul piazzale di Milano Centrale, al profumo di grasso ed olio di macchine più recenti Diesel ed elettriche, al rumore meccanico che gli apparati di questi mezzi ancora risuonano.

Da sottolineare la presenza di veicoli e macchine particolari quali la vettura "Press & Conference" di recente restauro, così come l'E.626.225 (come già riportato precedentemente, dedicata a Marco Rossi di A.R.S.M.S), la Gr.640.148 monumentata a guardia dello scalo (prima visibile a distanza solo passando a bordo treno), la D.141.1011 di Tirano e nientepopodimeno la E.444R.005 che in data 19 marzo 2019 ha concluso la carriera di "Tartaruga" presso il deposito di Milano Centrale a Greco Pirelli, subito presa in carico per l'esposizione (raggiunta sulle proprie ruote) e forse per un sussurrato recupero storico a fine conservativo.

 

Con un sole complice, ormai quasi estivo, di questo weekend, l'affluenza complessiva ha dimostrato che il mondo ferroviario, così come la passione stessa per i "non addetti ai lavori", stanno diventando di interesse per tante persone alimentando di conseguenza il trasmettere e tramandare su larga scala la cultura, la tecnica, le storie che dalla Napoli-Portici alla "Direttissima" sino ai modernissimi e odierni convogli AV hanno caratterizzato l'Italia nella sua giovane storia di Regno e Repubblica.

 

Testo di Luca Cesana, foto di Luca Faggi e Luca Cesana

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